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di Jorge Valero - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Soros: la Gran Bretagna potrebbe rientrare nell' Ue

01/06/2017 14:14

Per George Soros, investitore e filantropo, l'Europa dovrebbe sfruttare la Brexit come un' "opportunità per l'introduzione di riforme di vasta portata”. Una trasformazione dell'Unione europea potrebbe spingere Londra a voler rientrare prima che il divorzio definitivo venga completato

"Il divorzio sarà un lungo processo che potrà durare fino a cinque anni. Cinque anni sono molti in politica, soprattutto in tempi ricchi di rivoluzioni come quelli attuali", ha detto Soros all'Economic Forum di Bruxelles, aggiungendo che entro i prossimi cinque anni nel Regno Unito si terranno nuove elezioni, e che il prossimo Parlamento "potrebbe decidere di ricongiungersi" ad un'Europa trasformata.

"Un simile scenario sembra impensabile in questo momento, ma in realtà è abbastanza realizzabile", ha spiegato Soros.

Tuttavia, il fondatore di Open Society Foundations ha sottolineato che l'Unione europea, se vuole tenere aperta la strada di un futuro ricongiungimento con Londra,  "dovrà resistere alla tentazione di sanzionare la Gran Bretagna" e negoziare mantenendo uno spirito costruttivo.

"Crisi esistenziale"

Anche per Soros, come per molti altri esponenti politici europei, il progetto comunitario sta attraversando una "crisi esistenziale. La maggior parte degli europei della mia generazione erano sostenitori di una maggiore integrazione. Le generazioni successive sembrano invece considerare l'Unione come un nemico che li priva di un futuro sicuro e promettente". 

L'Ue - ha sottolineato il filantropo - necessità di essere "riformata radicalmente", anche se una trasformazione ed una modifica del trattato costitutivo potrebbero concretizzarsi "solo in un lontano futuro. Il processo di disintegrazione è durato un decennio. Ci si può prendere un altro decennio per ricostruire la fiducia e ristabilire la volontà di cooperare".

Al fine di trasformare profondamente l'Ue, i leader europei dovrebbero abbandonare l'idea di un' "Unione sempre più stringente" (che è stata la forza trainante del progetto comunitario per sei decenni). Anzichè un'Europa "a più velocità", servirebbe un'Europa "multi-track", in cui i Governi nazionali possano avere diverse scelte per il loro futuro.

Tuttavia, in un contesto Ue altamente influenzato dalla Brexit ed in cui il concetto di unità è diventato fondamentale, l'idesa di Soros potrebbe stentare a radicarsi nelle istituzioni europee.

Il finanziere ha definito la vittoria di Emmanuel Macron in Francia (e di altri candidati pro-Ue in tutta Europa) come l'opportunità di un nuovo slancio per cambiare l'Europa, anche se persistono le forti problematiche legate all'Italia.

La difficile situazione italiana deriva dalla crisi, ed in particolare dall'elevato volume di crediti in sofferenza delle banche, da una crescita fragile e da un alto livello del debito pubblico; queste tre componenti, ha aggiunto Soros, hanno trasformato il Paese nel tallone d'Achille della zona euro, che potrebbe così esser messa in ginocchio.





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