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di Francesco Chierchia | Mf-DowJones News

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Spagna in attesa, Catalogna verso indipendenza unilaterale

09/10/2017 16:48

Alla vigilia del discorso di Puigdemont al Parlmento catalano, non sembra essere remota la possibilità che Barcellona decida per una secessione a senso unico

Non si placa la tensione tra Madrid e Barcellona, oramai profondamente divise dalla pressione della regione catalana sul Governo centrale per l'ottenimento dell'indipendenza.

Dopo il referendum del 1* ottobre, con cui la maggioranza dei catalani si è espressa in favore della secessione, domani Carles Puigdemont, presidente catalano, è atteso di fronte al suo Parlamento per un discorso sulla "situazione politica attuale". La seduta dovrebbe tenersi alle 18h00, e sono sempre più insistenti le voci secondo cui il presidente adotterà una dichiarazione unilaterale d'indipendenza.

"Noi abbiamo aperto la porta alla mediazione, noi abbiamo accolto tutte le possibilità di dialogo che ci sono state presentate. I giorni passano e se lo Stato spagnolo non dovesse rispondesse in modo positivo, noi faremo quello per cui siamo arrivati fin qui", ha affermato Puigdemont durante un'intervista televisiva.

Nel frattempo, Madrid sta preparando una reazione immediata nel caso in cui la Catalogna dovesse realmente rompere i legami con la Spagna. Per il Governo iberico la perdita della regione sarebbe è a dir poco disastrosa. La secessione, infatti, priverebbe il Paese di circa il 16% della sua popolazione, di un quinto della produzione economica e di più di un quarto delle sue esportazioni. Una possibile risposta spagnola alla secessione catalana potrebbe essere rappresentata dall'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione, in grado di sospendere l'autonomia regionale e, con misure straordinarie, di portare il territorio sotto il controllo del Governo centrale.

"La Spagna non sarà divisa e l'unità nazionale sarà preservata. A questo fine, utilizzerò ogni strumento che ci mette a disposizione la legge. Spetta al Governo prendere decisioni, e farlo al momento giusto", ha dichiarato il premier spagnolo, Mariano Rajoy, ribadendo la volontà di evitare la secessione. "Abbiamo ascoltato molte persone - ha aggiunto - e credo che sappiano cosa gli spagnoli pensino. Il Governo ha chiaro quello che si deve fare".

Analizzando la situazione da un punto di vista strettamente legale, però, un'eventuale proclamazione d'indipendenza non avrebbe alcun valore concreto nei confronti di Madrid, ma sarebbe esclusivamente lo sbocco obbligato del referendum. La legge referendaria con cui i catalani si sono recati alle urne è stata sospesa dalla Corte costituzionale spagnola in quanto viola il principio fondamentale dell'"unità indissolubile della Spagna", sancito dall'articolo 2 della Costituzione. Ieri migliaia di persone sono arrivate a Barcellona per manifestare contro l'indipendenza, ma il Governo catalano sembra essere fiducioso, anche alla luce dei 2,26 milioni di elettori andati a votare. Inoltre, il duro intervento della polizia nazionale durante la giornata elettorale, dove sono state ferite circa 900 persone, non ha sicuramente giovato ai sostenitori dell'unità nazionale.

Proprio sugli scontri in Catalogna il Consiglio d'Europa ha richiesto di avviare un'inchiesta, ma Madrid non si è detta disponibile a collaborare. "La convocazione del referendum è stata dichiarata illegale dal tribunale costituzionale, che ha chiesto alle autorità di bloccare ogni iniziativa in contrasto con questa decisione", ha spiegato Juan Ignacio Zoido Alvarez, ministro degli Interni, aggiungendo che "le forze di sicurezza hanno agito in modo prudente, appropriato e proporzionato, con l'obiettivo di far rispettare la legge e proteggere le libertà dei cittadini".

Infine, la situazione spagnola ha suscitato anche la preoccupazione del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, secondo cui la richiesta di indipendenza della Catalogna "è una crisi grave". In questa fase, ha spiegato durante l'Ecofin, "c'è bisogno di un nuovo slancio in Europa perchè se si va nella direzione opposta si hanno danni per i Paesi che sono coinvolti e per i cittadini. Sentiremo eventualmente il collega spagnolo".





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