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di Francesco Chierchia | Mf-DowJones News

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Spagna: Madrid chiede chiarezza alla Catalogna

11/10/2017 17:02

La Spagna non intende scendere a patti sulla secessione catalana. Il giorno dopo la dichiarazione unilaterale d'indipendenza da parte del presidente Carles Puigdemont, seguita da una immediata sospensione per cercare il dialogo, Madrid è passata al contrattacco ed ha chiesto al leader della regione di assumere una posizione chiara sulla vicenda

Oggi, al termine di una riunione d'urgenza del Consiglio dei ministri, il premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha espressamente invitato gli indipendentisti a confermare o meno l'indipendenza annunciata ieri (e poi sospesa), così che il Governo possa prendere le dovute misure.

"Il Consiglio dei ministri questa mattina si è accordato per richiedere alla Generalitat catalana la conferma della dichiarazione d'indipendenza", ha affermato Rajoy, spiegando che "la richiesta di chiarezza è preliminare a qualunque misura il Governo decida di adottare, compreso il ricorso all'articolo 155. Tale richiesta vuole offrire la certezza e la sicurezza di cui c'è bisogno".

Successivamente, comparendo davanti al Congresso dei deputati, il primo ministro ha attaccato duramente le decisioni adottate da Barcellona. "I problemi in Catalogna - ha spiegato - non sono altro che la conseguenza inevitabile di una crisi istituzionale che si è verificata lì ed è stata gestita lì in maniera irresponsabile da mesi". Per Rajoy "questo referendum è stato un fallimento, e nessun risultato di questa iniziativa illegale può essere portato avanti in modo legittimo".

Sembra essere quindi sempre più vicino il primo passo del Governo verso l'attivazione dell'articolo 155 della Costituzione, che conferisce a Madrid il potere di commissariare la Generalitat e di sospendere l'autonomia della Catalogna.

Sul punto, Rajoy può contare sul sostegno del partito socialista di Pedro Sanchez, che si è anche detto disponibile a formare un asse per una riforma del testo costituzionale. "Condividiamo la decisione del Governo affinchè Puigdemont metta nero su bianco quello che ha detto ieri. Inoltre siamo arrivati a un accordo con il presidente Rajoy per aprire un processo che porti alla riforma della Costituzione", ha dichiarato Sanchez.

All'interno del fronte indipendentista intanto regna la tensione, e sono sempre più insistenti le voci secondo cui, vista la posizione ambigua adottata ieri, la fiducia in Puigdemont sarebbe a rischio. L'accordo tra i vari gruppi secessionisti prevedeva che sarebbe stata proclamata l'indipendenza immediata, ha rivelato Quim Arrufat, portavoce della segreteria nazionale della Candidatura di Unitá Popolare. "Invece ieri sostanzialmente l'indipendenza non è stata proclamata. Si sono sospesi i suoi effetti prima di annunciarla, e questo ha contribuito a creare confusione", ha aggiunto.

La separazione di Barcellona da Madrid ha registrato una forte attenzione della Commissione europea, e oggi Bruxelles è intevenuta nuovamente invitando i leader catalani a rispettare la legalità costituzionale. In particolare, il vicepresidente dell'esecutivo Ue, Valdis Dombrovskis, ha espresso un forte sostegno verso "gli sforzi contro la frammentazione e la divisione" del Paese da parte di Rajoy.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sottolineando "la necessità di rispettare il quadro costituzionale e le leggi spagnole e di evitare escalation ingiustificate e pericolose".

Infine, la Francia ha ribadito di non essere disposta ad accettare un'eventuale scissione della Catalogna. Un portavoce del Ministero degli Esteri ha annunciato che Parigi riterrà "illegale qualsiasi dichiarazione unilaterale di indipendenza", aggiungendo che "qualunque soluzione alla crisi interna dovrà essere trovata nel segno del rispetto della legalitá".





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