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di EURACTIV.com with Reuters | Traduzione di Miryam Magro

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Starbucks  assumerà  2.500 rifugiati in Europa

21/06/2017 09:56

Il progetto partirà in Gran Bretagna, Francia, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo, Germania e Paesi Bassi. La decisione della catena americana di caffetterie è parte di un più ampio piano di assunzione mondiale.

La notizia è giunta in occasione dell'annuncio da parte dell'esecutivo Ue dei piani per rendere più facile l'assunzione dei migranti in tutto il territorio dell'Unione. Il programma si chiama EU Skills Profile Tool for Third-Country Nationals.

La più grande catena di caffetterie al mondo ha dichiarato di voler assumere nei prossimi cinque anni i rifugiati nei suoi negozi europei, partendo da otto Paesi, Gran Bretagna, Francia, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo, Germania e Paesi Bassi, per cui sono già state avviate le selezioni. La mossa fa parte del piano aziendale di Seattle, presentato a gennaio, per aggiungere 10.000 rifugiati all'organico aziendale. La società ha subito dovuto affrontato una sfida, scontrandosi con diverse persone che sui social stanno usando l'hashtag #BoycottStarbucks per spingere i clienti a non recarsi nei punti vendita. 

Secondo i dati foprniti dalla società, i rifugiati rappresentano circa l'8% delle più di 30.000 persone attualmente impegate da Starbucks in Europa.  L'impegno di Starbucks è quello di "dimostrare che le imprese come la nostra possono utilizzare la sua portata per avere un impatto positivo sulla vita delle persone", ha dichiarato Martin Brok, presidente di Starbucks Europe, Medio Oriente e Africa. All'inizio di quest'anno, Starbucks ha annunciato che il suo piano di assunzione globale prevedeva anche l'impiego di almeno 1000 rifugiati nei prossimi cinque anni in Canada.

Altre compagnie statunitensi hanno preso una posizione pro-rifugiati dopo che l'amministrazione dell'ex presidente americano, Barack Obama, ha invitato il settore privato ad assistere gli immigrati giunti sul territorio americano. Accenture, Airbnb, Chobani, Coursera, Goldman Sachs, Google, HP, IBM, JPMorgan Chase & Co e LinkedIn sono state le prime aziende a cogliere l'invito dell'ex numero uno della Casa Bianca. 





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