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di Alberto Grimelli | ItaliaOggi - AgricolturaOggi

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Sventato il blitz all'extravergine

21/02/2018 09:01

L'Italia fa muro contro l'ipotesi di cancellare l'esame internazionale sulla qualità dell'olio. Il Coi non rinuncia al panel test, la Spagna fa retromarcia

Il panel test, l'esame organolettico obbligatorio per l'olio extravergine d'oliva, non sarà abolito a breve.

L'ipotesi era circolata di recente sulla stampa italiana, ma Michele Bungaro, capo dipartimento dei sistemi di informazione del Consiglio oleicolo internazionale, durante gli Evoo Days a Verona, ha spiegato a ItaliaOggi che un simile scenario «è come se la Regina d'Inghilterra avesse deciso di mettere all'asta Buckingam Palace e il tesoro della corona». Inverosimile, dunque.

È però acclarato che una parte del mondo oleario spagnolo è da tempo insofferente al panel test e, ciclicamente, propone la sospensione e abolizione del metodo.

Già nel 2012 gli spagnoli avevano fatto pressione sull'Unione europea e ora stanno premendo sul Consiglio oleicolo internazionale, attraverso il Comitato consultivo, organo rappresentativo all'interno del Coi, della filiera olivicolo-olearia.

La reazione italiana di fronte a questa nuova iniziativa è stata dura, con Gennaro Sicolo, presidente del Cno, che ha lanciato l'allarme nei termini più duri: «Una decisione del genere sarebbe intollerabile e sciagurata per la nostra olivicoltura», ha sottolineato Sicolo. «Chi opera sul mercato in maniera fraudolenta avrebbe vita facile con l'abolizione dell'unico controllo sulla qualità che abbiamo, per certificare le caratteristiche degli oli. E potrebbe, attraverso manipolazioni chimiche, propinare schifezze nefaste con la dicitura extravergine senza essere perseguibile per legge».

«L'idea del Consiglio Oleicolo Internazionale di proporre l'abolizione del panel test per la classificazione degli oli è una follia che va esattamente nella direzione opposta rispetto allo sviluppo della qualità nel settore olivicolo», ha aggiunto David Granieri, presidente Unaprol. Di fronte alla reazione del mondo produttivo italiano, la Spagna ha fatto retromarcia, tornando alla discussione sul miglioramento del metodo e alle possibilità di rendere più omogenei e ripetibili i giudizi dei panel.

Durante la riunione del gruppo chimica ed esame organolettico del Comitato consultivo, tenutosi a Madrid il 19 e 20 febbraio scorso, il direttore esecutivo del Coi, Abdellatif Ghedira, ha ribadito che il panel test non è in discussione, ma che benvenuti saranno i suggerimenti del Comitato consultivo per implementare l'esame organolettico.

Il panel test è al centro delle polemiche da tempo poiché è il metodo più utilizzato, dalle autorità di controllo e da parte dei media, per contestare la qualità degli oli extravergini di oliva in commercio, con sequestri e scandali. La presunta soggettività del panel test è l'arma giuridica dietro cui si è trincerata una parte dell'industria olearia fino ad oggi. Arma che non ha però retto di fronte all'opinione pubblica, con perdite di quote di mercato per i marchi sotto inchieste giudiziarie e giornalistiche. Si confrontano, quindi, due posizioni antitetiche.

Da parte spagnola si vuole l'abolizione del panel test per favorire gli scambi commerciali. Dall'altra, larga parte del Consiglio oleicolo internazionale e dei suoi stati membri vede nel metodo, ancorché migliorabile, un mezzo indispensabile per garantire un aumento progressivo della qualità degli oli in commercio, a tutto vantaggio dei consumatori.

Il Coi si potrà avvalere, per migliorare il panel test, anche degli apporti scientifici del progetto di ricerca internazionale Oleum - Horizon2020, coordinato dall'Università di Bologna.





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