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di euroefe.es, traduzione di Barbara Pianese

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Tatuaggi, l'Ue mette in guardia sui rischi per la salute

11/01/2017 15:00

L'inchiostro utilizzato per i tatuaggi, secondo un rapporto della Commissione europea, può contenere pigmenti non idonei alle applicazioni cutanee che possono costituire un rischio per la salute.

La relazione della Commissione, presa in visione dal partner Efe di EurActiv, ha analizzato la sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente rilevando come la maggior parte degli inchiostri usati nei tatuaggi siano importati dagli Stati Uniti e possono danneggiare pelle, soprattutto se esposti a raggi solari, UV e laser.

Circa l'80% dei coloranti utilizzati nei tatuaggi è biologico e più del 60% sono composti azoici, alcuni dei quali possono scindersi in ammine aromatiche cancerogene secondo la ricerca che mette in guardia: anche i prodotti presenti sul mercato europeo possono contenere sostanze chimiche pericolose. Le statistiche mostrano che il 12% degli europei (circa 60 milioni) contro il 24% dei cittadini degli Stati Uniti è tatuato. 

La Spagna risulta uno dei paesi membri dell'Ue con le norme sui tatuaggi più severe, con limiti prestabiliti sull'impurità dell'inchiostro e una lista nera per alcuni coloranti. Ma il rapporto avverte che vi è una carenza di informazioni disponibili, per esempio, relativamente alle complicazioni che le persone si trovano ad affrontare e che non vi è alcuna raccolta sistematica di dati. Il report fa tuttavia notare che la maggior parte dei reclami riguarda il processo di guarigione dalle infezioni batteriche che possono verificarsi in circa il 5% delle persone che si tatua mentre va anche considerata la possibilità di reazioni allergiche e di ipersensibilità.

"Alcune reazioni, spesso aggravate dall'esposizione al sole, sono imprevedibili" e talvolta possono richiedere decenni per manifestarsi. Altri effetti indesiderati, come disturbi della pigmentazione della pelle, "possono presentarsi nel 5%/15% dei pazienti che utilizzano la terapia laser che non è sempre efficace nell'eliminare totalmente i tatuaggi indesiderati", aggiunge la ricerca. In questo senso i potenziali effetti collaterali derivanti dall'esposizione a lungo termine ai coloranti chimichi sono "ancora sconosciuti" e assumeranno un'importanza maggiore visto che sempre più persone scelgono di tatuarsi.

La Commissione ha concluso che è necessaria un'analisi armonizzata sugli inchiostri usati in questi prodotti per aggiornarne i requisiti e le esigenze di etichettatura. Si auspicano poi buone pratiche per quanto riguarda la stessa produzione e delle linee guida per valutarne i rischi, in particolare quando si tratta di coloranti.

È poi emersa la frammentazione del mercato europeo e i riferimenti ai diversi requisiti a livello nazionale che potrebbero avere un impatto sulle norme sulla protezione dei consumatori. I risultati dello studio saranno utilizzati per decidere se siano necessarie misure a livello comunitario per garantire la sicurezza degli inchiostri e dei processi utilizzati per tatuaggi e trucco permanente. Attualmente non esiste una specifica normativa europea anche se alcune sostanze chimiche sono vietate qualora vengano a contatto diretto con la pelle, regole che però non si applicano agli inchiostri per i tatuaggi.

 

 

 





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