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di Barbara Pianese

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Tlc, accordo Ue sul taglio delle tariffe roaming

01/02/2017 13:30

Le tariffe all'ingrosso per il traffico dati, il punto più controverso, saranno limitate a 7,7 euro per gigabyte da giugno 2017, per scendere poi a 2,2 euro nel 2022. Ma gli operatori potrebbero rifarsi sulle tariffe nazionali in modo da compensare i minori introiti

Dopo più di cinque ore di negoziati, i rappresentanti dell'Europarlamento e dei governi dell'Unione Europea questa notte hanno trovato un accordo preliminare per fissare un tetto alle tariffe all'ingrosso che gli operatori delle telecomunicazioni pagano quando i clienti utilizzano i telefoni all'estero, aprendo la strada all'abolizione degli addebiti sul roaming a giugno. Quella aggiunta ieri sera è l'ultima tessera del mosaico normativo che consentirà di arrivare all'abolizione delle tariffe retail il prossimo 15 giugno, coronando un decennio di sforzi da parte di Bruxelles volti a consentire ai cittadini Ue di usare il telefono in tutta l'Unione senza costi aggiuntivi.

Le tariffe all'ingrosso per il traffico dati, il punto più controverso dato l'uso esponenziale di Internet sui cellulari, saranno limitate a 7,7 euro per gigabyte da giugno 2017, per scendere poi a 2,2 euro nel 2022. Per le telefonate l'importo scenderà da 5 centesimi al minuto a 3,2. Per gli sms inviati a giugno si passerà da 2 centesimi a un centesimo. La Commissione europea poi rivedrà le tariffe all'ingrosso ogni due anni, per poi formulare eventuali proposte ritenute necessarie. L'accordo deve comunque essere approvato definitivamente sia dagli Stati membri sia dal Parlamento Ue.

Risolto il problema per i consumatori, resta comunque aperta la questione di chi pagherà il conto, visto che gli operatori telefonici continueranno a riconoscersi l'un l'altro le tariffe per l'utilizzo all'estero dei cellulari. Questo anche considerando le differenze tra i prezzi nazionali dei singoli Stati. Infatti, i Paesi dell'Europa del nord e dell'est, dove le tariffe internet sono più basse, sono a favore di minori limiti sui prezzi all'ingrosso, ma quelli del sud Europa temono che gli operatori si rifacciano sulle tariffe nazionali per recuperare quello che perderanno sul traffico turistico. 

Secondo David Borrelli, eurodeputato del Movimento 5 Stelle, si tratta di "un accordo al ribasso" perché si rischia di trasformare "una bella promessa dell'Unione europea in una beffa per i cittadini che potrebbero subire l'aumento delle tariffe domestiche basse". Borrelli ha puntato il dito contro i governi che hanno fatto pressione per "rialzare la tariffa massima all'ingrosso per il traffico dati". Secondo l'eurodeputato italiano, "dalla promessa di azzerare il roaming siamo arrivati al roaming indiretto per tutti: una stangata per i cittadini che già in questi mesi hanno subito rialzi ingiustificati delle tariffe da parte delle compagnie telefoniche".

"L'Italia", ha invece messo in luce Sandro Gozi, sottosegretario con delega agli Affari Europei, "ha svolto un ruolo importante nel negoziato contribuendo all'eliminazione dei costi aggiuntivi quando si va all'estero: il roaming infatti è un costo e una barriera assurda ostacolo per tutti i cittadini in un mercato che abbiamo voluto unico. Con la stessa logica", ha concluso, "cioè dare più diritti e opportunità ai cittadini, stiamo lavorando anche per abbattere le barriere per chi viaggia in Europa con il suo abbonamento digitale, la questione della cosiddetta portabilità". 

 





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