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di ItaliaOggi

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Tokyo finanzia l'80% del primo treno indiano ad alta velocità

21/09/2017 09:44

L'intesa tra Giappone e India rappresenta un riavvicinamento tra Paesi che temono la Cina

Sarà il primo treno indiano ad alta velocità. Collegherà Ahmedabad a Bombay in tre ore, contro le otto attuali. Il cantiere del primo Tgv indiano è stato inaugurato in pompa magna lo scorso 14 settembre, alla presenza del premier, Narendra Modi, e di Shinzo Abe, il primo ministro giapponese. Nulla di cui meravigliarsi, visto che il treno sarà finanziato per l'80% da Tokyo, attraverso un prestito generoso accordato su cinquant'anni a un tasso annuale dello 0,1%.

Per ora, è tutto da costruire nel cantiere valutato 14,5 miliardi di euro. Sarà scavato un tunnel di 21 chilometri, di cui 7 sotto il mare, mentre la quasi totalità della linea da 509 chilometri sarà sopraelevata, per evitare la difficile e costosa acquisizione dei terreni. Il primo treno sarà in circolazione non prima del 2023. I passeggeri avranno esattamente 165 secondi per salire o scendere dal loro vagone, una piccola rivoluzione in un paese dove c'è la pericolosa abitudine di salire sui treni in corsa.

Il treno, ha dichiarato il premier giapponese Abe, «segna l'inizio di un nuovo capitolo delle relazioni tra l'India e il Giappone». Infatti, rappresenta il riavvicinamento tra la seconda e la terza potenza asiatica, inquiete per l'espansione cinese.

Nel corso dell'estate Tokyo e Nuova Delhi avevano annunciato la creazione di un corridoio che collega l'Africa e l'Asia e che intende fare concorrenza alle nuove vie della seta cinesi.

I due paesi hanno inoltre annunciato un rafforzamento della cooperazione nei settori dell'educazione, della ricerca scientifica e della gestione delle catastrofi naturali.

Il rovescio della medaglia sono i migliaia di contadini indiani costretti a lasciare le loro terre per permettere al cantiere del treno di avanzare. Un treno che il Partito del Congresso, all'opposizione, definisce ad «alta velocità elettorale» (per il premier Modi). I detrattori del progetto ritengono che esso rappresenti un investimento sproporzionato per trasportare un'infinitesima frazione dei 21 milioni di passeggeri che viaggiano ogni anno sui vetusti treni indiani.





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