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di Frédéric Simon | EURACTIV.com | Traduzione di Miryam Magro

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Tre ipotesi di Statoil per l'energia nel 2050

15/06/2017 15:57

La compagnia petrolifera norvegese presenta a Bruxelles il suo ultimo report Energy Perspectives, sottolineando la necessità di ridurre il consumo globale di energia.

Il momento delle proiezioni energetiche globali è solitamente difficile per i leader del settore e i politici, che si trovano a dover affrontare una sfida notevole. E' stato così anche per le Energy Perspective 2017 di Statoil, presentate a Bruxelles. La relazione contiene tre diversi scenari sull'energia nel 2050, basandosi su ipotesi quali una crescente popolazione mondiale, una classe media in aumento e un continuo sviluppo economico, se pur a ritmi di espansione diversi fra loro.

Il primo scenario punta sulle riforme, ed ha come elemento fondamentale gli impegni nazionali presi dai Paesi nell'accordo di Parigi sul cambiamento climatico e il ruolo delle politiche è assolutamente di supporto.Il più ambizioso dei tre scenari, è quello del rinnovamento, e  definisce un percorso verso il raggiungimento del livello di emissionicoerenti con l'obiettivo di 2 ° C  contenuto nell'accordo di Parigi e presuppone un rapido inserimento nel mercato delle auto elettriche insieme ad  un significativo aumento della energie rinnovabili. C'è poi uno scenario "molto spiacevole", secondo il chief economist di Statoil, Eric Waerness. Si tratta di un futuro dominato dai conflitti geopolitici ed economici, sia per quanto riguarda lo sviluppo economico che la trasformazione dei sistemi energetici dei Paesi. È un scenario protezionistico, "nazionalistico", senza alcun libero scambio.

Il piano di rinovamento, secondo Statoil, è quello che richiederà "una cooperazione globale senza precedenti" sugli sviluppi politici e tecnologici legati all'approvvigionamento e alla domanda di energia."Per avere la possibilità di portare le emissioni di CO2 a livelli sostenibili, bisogna aumentare la nostra efficenza", sottolinea Waerness.

"Dobbiamo scindere la crescita del Pil da quella della domanda di energia. E ciò potrebbe essere impossibile. Ma è una sfida enorme e questo è quello che bisogna fare nello scenario di rinnovamento che abbiamo prospettato", ha affermato il chief economist di Statoil. Il rapporto ha rilevato che l'intensità energetica globale deve essere "tre volte superiore" rispetto agli ultimi 25 anni, nonostante una crescita globale di 2,5 miliardi di persone.

Tuttavia Waerness ha chiarito che i combustibili fossili saranno ancora necessari per la produzione di alcuni beni di consumo o infrastrutture. Infatti, la domanda petrolifera rimarrà elevataa causa della continua necessità di greggio nei trasporti pesanti e petrochimici. Un passo che bisognerebbe innnazitutto compiere, continua Warness, è l'elettrificazione dei veicoli leggeri. "Questo tipo di cambiamento deve essere una rivoluzione", ha dichiarato l'economista, aggiungendo che "i veicoli elettrici potrebbero diventare competitivi" entro dieci anni "se verranno messe in atto le politiche giuste".

Entro il 2030, nel migliore dei casi, il 50% delle auto nuove vendute a livello mondiale dovrà essere elettrico, ha sottolineato Waerness. Ciò richiederà un cambiamento profondo nell'industria cinese, dove nel 2016 sono stati messi in marcia 8,8 milioni di SUV nuovi. Se tutto andrà secondo i piani, ha annunciato l'economista di Statoil, il 90% della flotta delle auto sarà elettrica entro il 2050.

Laura Cozzi, dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), ha richiamato l'attenzione su una serie di punti critici. Gli Stati Uniti, ha sottolineato, hanno avuto un livello di intensità di carbonio, ossia la misura della domanda di energia relativa alla crescita economica, più basso di qualunque altro Stato del mondo nel 2016.

Mechthild Wörsdörfer, direttore della politica energetica della Commissione europea, ha ricordato il principio dell'"efficienza al primo posto" come centro del pacchetto di proposte della Commissione per il 2030, "Energia pulita per tutti gli europei". La traduzione di tale principio richiede una serie di misure e riforme in molti settori, come l'edilizia, i trasporti e l'industria.

Wörsdörfer ha riferito ai giornalisti che l'efficenza energetica viene intesa in modi diversi da due gruppi di Paesi dell'Ue: vi è un gruppo ambizioso, composto da Germania, Francia, Lussemburgo, Irlanda, Svezia, Danimarca, Portogallo e un altro gruppo che comprende Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia, il Regno Unito, i tre paesi baltici e altri stati dell'Europa centrale, che spingono invece per un impegno inferiore alla riduzione delle emissioni e alle riforme in campo energetico.

Il 26 giugno si terrà la riunione del Consiglio con i 28 mnistri dell'Energia che dovranno decidere sull'obbiettivo di efficenza energetica, tra il 27% e il 30% e sulla loro obbligatorietà.

 





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