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di Francesco Chierchia | MF-Dow Jones News

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Trump e May confermano asse Usa-Gb

25/01/2018 17:50

A Davos il leader statunitense rilancia i rapporti con Londra. I due Paesi aprono a un nuovo trattato commerciale. Colloqui anche con il premier israeliano Netanyahu sulla questione palestinese

Lo storico legame tra Washington e Londra non rischia di affievolirsi e, anzi, verrà presto intensificato sul fronte commerciale. Ad annunciarlo è stato il presidente Usa, Donald Trump, arrivato oggi al World Economic Forum di Davos, in Svizzera.

Il presidente ha rilasciato le prime dichiarazioni subito dopo aver incontrato la premier britannica, Theresa May, con cui ha affermato di avere ottime relazioni. "Siamo sulla stessa lunghezza d'onda, abbiamo le stesse idee e massimo rispetto l'uno per l'altro. Anche se alcuni non lo credono, posso dirlo, ho un enorme rispetto per il primo ministro e per il lavoro che sta facendo", ha affermato Trump.

In aggiunta, il presidente ha poi sottolineato l'intenzione di ampliare gli scambi commerciali con il Regno Unito attraverso un nuovo accordo bilaterale. "Le discussioni che avvieremo porteranno un enorme aumento del commercio tra i nostri due Paesi - ha affermato - e sarà una cosa ottima per entrambi in termini di lavoro. Stiamo avviando questo processo, praticamente mentre stiamo parlando".

Sul fronte opposto, anche May si è detta soddisfatta del dialogono con il tycoon, confermando che la "special relationship" fra Washington e Londra continuerà ad andare avanti.

Le rassicurazioni dei due leader arrivano dopo alcuni recenti episodi che avevano suscitato alcuni dubbi sulla stabilità dell'asse anglo-americano.

In particolare, May aveva criticato pubblicamente il numero uno della Casa Bianca per aver ritwittato un video di un gruppo britannico di estrema destra e antimusulmano. Pochi giorni dopo quell'episodio, il presidente Usa aveva annullato una sua visita a Londra in occasione dell'inaugurazione della nuova ambasciata americana nella capitale britannica.

A Davos Trump ha successivamente incontrato anche con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, comunicandogli che se i palestinesi vorranno ricevere aiuti dagli Stati Uniti dovranno tornare al tavolo dei negoziati con Israele.

Il presidente ha infine ribadito le speranze americane in un rapido processo di pace, spiegando che avendo "tolto il tema di Gerusalemme dal tavolo, non bisognerà più occuparsene", e sarà ora possibile focalizzarsi su altri argomenti.





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