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di Jorge Valero | EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Trump, Ue vigilerà su discriminazioni a causa dei divieti ingresso

30/01/2017 17:45

L'Unione Europea si assicurerà che i propri cittadini con doppia cittadinanza non siano vittime di alcuna discriminazione a causa del divieto deciso dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti di sette Paesi islamici

Il Commissario Ue all’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, sta valutando di contattare l’amministrazione statunitense per capire come i cittadini europei saranno influenzati dall’ordinanza del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di sospendere per tre mesi gli ingressi di cittadini provenienti da sette Paesi a maggioranza musulmana.

In base alle fonti Ue, Avramopoulos potrebbe mettersi in contatto con John Kelly, segretario Usa alla Sicurezza Interna. In effetti il divieto che copre 7 paesi, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen, ha dato origine in  molti paesi europei a confusione. “Stiamo ricevendo input confliggenti”, ha ammesso Margaritis Schinas, portavoce capo della Commissione Europea.

Lo stesso ha messo in chiaro come i legali della commissione abbiano bisogno di tempo per valutare l’impatto dell'ordine esecutivo presidenziale emesso venerdì sui cittadini di uno di questi paesi che hanno una doppia cittadinanza europea. Avramopoulos potrebbe chiedere a Kelly, già generale e uno dei primi membri dell’amministrazione Obama ad essere confermato dal Senato, chiarificazioni su questioni pragmatiche, come l’implementazione dell’accordo. In base ad indiscrezioni gli stati del blocco europeo avrebbero reagito in modo differenziato al divieto di viaggio.

In particolare l’ambasciata Usa in Germania ha messo in guardia due cittadini dei paesi in questione dal viaggiare negli Usa mentre la Gran  Bretagna non ha, al contrario, messo in atto mosse di questo tipo. Ma l’ordine di Trump ha anche provocato proteste da parte di alcuni paesi come Francia e Regno Unito e di paesi musulmani quali Iran e Arabia Saudita.

Il portavoce della Commissione ha comunque affermato con chiarezza che l'Unione europea non discrimina. "Questa è l'Unione Europea, e nell'Unione Europea non discriminiamo sulla base della nazionalità, della razza o della religione, non solo per quel che riguarda la richiesta di asilo ma tutte le nostre politiche" ha concluso Schinas.





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