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di Francesco Colamartino - Milano Finanza

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Uber si allea con la rivale russa

14/07/2017 09:33

Il gruppo californiano avvia la fusione delle attività in russia con Yanden Taxi. Il risultato sarà una joint venture con l’app di ride-hailing più popolare del Paese mettendo fine a uno scontro che gli ha fatto perdere 170 milioni di dollari negli ultimi tre anni

Uber sta iniziando a porre fine alle sanguinose battaglie con le rivali in giro per il mondo e, per farlo, ha deciso di partire dalla Russia, uno dei terreni di scontro più dolorosi per la società di ride-hailing.

La compagnia di San Francisco sta fondendo le sue attività in Russia con Yandex.Taxi, la più popolare app di ride-hailing del Paese. Le due società hanno dichiarato che formeranno una nuova joint venture gestita dall’amministratore delegato di Yandex.Taxi. Il gruppo russo avrà il 59,3% delle quote, Uber il 36,6% e la nuova società sarà valutata 3,7 miliardi di dollari. 

Uber ha già investito miliardi di dollari per espandersi in oltre 70 Paesi, dispensando bonus in denaro agli autisti e introducendo tariffe scontate. Non sempre, però, le cose sono andate per il verso giusto. Lo scorso agosto, per esempio, Uber ha sotterrato l’ascia di guerra in Cina con la rivale Didi Chuxing Technology dopo che le due compagnie hanno speso centinaia di milioni di dollari per contendersi quote di mercato. Uber ha infatti venduto UberChina al concorrente in cambio di una quota del 20% in Didi e della promessa, da parte di quest’ultima, di un investimento da 1 miliardo di dollari nella compagnia di San Francisco.

In Russia e nei Paesi limitrofi Uber ha perso 170 milioni di dollari in tre anni nella sua battaglia contro la rivale Yandex.Taxi. Una delle partite più per la compagnia di San Francisco è, però, giocata direttamente sul mercato statunitense contro la rivale Lyft. Per anni le due società sono state impegnate in un braccio di ferro costoso, tra tagli di tariffe per attirare nuovi clienti e benefit per attrarre altri conducenti. La quota di mercato di Lyft negli Usa è passata dal 15,9% del dicembre 2016 al 21,7% del maggio di quest’anno, mentre quella di Uberè calata, nello stesso periodo, dall’84,1% al 78,3%. Lyft ha lanciato il suo servizio in 150 nuove città quest’anno, superando in sei mesi l’obiettivo del raggiungimento di 100 centri urbani che si era posta per il 2017.

La società ha siglato una partnership con Waymo di Alphabet per collaborare sul fronte dell’auto autonoma e si è alleata con NuTonomy, attiva sempre nel settore dell’auto che si guida da sola. Lo scorso mese Lyft ha firmato un accordo con Land Rover per collaborare allo sviluppo di questa tecnologia, con la casa automobilistica britannica che ha investito 25 milioni di dollari nella compagnia rivale di Uber. Nell’ultimo round di raccolta di capitali, Lyft ha ottenuto 600 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di mercato di 7,5 miliardi. Da quando per Uber sono iniziate le sventure, il titolo di Lyft ha intrapreso un trend di crescita.

La sfida per Uber potrebbe inoltre diventare sfibrante anche in Medio Oriente. Di recente infatti il principe saudita Alwaleed bin Talal e Daimler si sono alleati per partecipare al fundraising da 500 milioni di dollari di Careem, la rivale della compagnia di San Francisco con sede a Dubai. Anche Dcm Ventures e la newyorkese Coatue Management hanno partecipato al secondo round di raccolta di capitali, che ha valorizzato la società 1 miliardo di dollari. Careem ha già raccolto 350 milioni da altri investitori, tra cui la giapponese Rakuten e Saudi Telecom, e ora punta allo sbarco in borsa nel 2019. Attualmente Careem ha circa 250 mila autisti e 10 milioni di persone registrate alla sua app in 80 città di 13 Paesi. I ricavi e l’utilizzo del servizio sono in crescita rispettivamente del 20 e del 25% mese su mese.

Tornando all’operazione russa, nella nuova joint venture locale Uber investirà 225 milioni di dollari e Yandex 100 milioni. Le due società hanno iniziato a parlare di una fusione a febbraio. A portare avanti le trattative per la compagnia di San Francisco era Emil Michael, braccio destro del ceo dimissionario Travis Kalanick e capo del business di Uber. Michael ha lasciato la società lo scorso mese su raccomandazione di Eric Holder, l’attorney general che ha condotto le indagini sull’ambiente di lavoro di Uber. L’operazione è andata in porto quasi miracolosamente, visto che la compagnia di San Francisco, al momento, è senza chief executive officer, direttore finanziario e chief operating officer ed èe’ un comitato composto da 14 persone a prendere le decisioni.

La mossa in Russia potrebbe preludere ad altre simili in giro per il mondo, visto che Uber, pur a fronte di ricavi per 6,5 miliardi di dollari nel 2016, ha riportato perdite per 3 miliardi e ora ha bisogno di ridare smalto al suo appeal agli occhi degli investitori, in vista di un’eventuale ipo. La nuova società sarà presente in 127 città di sei Paesi, tra cui Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia and Kazakhstan. Yandex dovrebbe arrivare a 285 milioni di corse all’anno, per ricavi lordi a 1 miliardi di dollari. Uber, dal canto suo, dovrebbe raggiungere 134 milioni di corse per ricavi a 566 milioni di dollari. L’operazione dovrebbe andare definitivamente in porto nel quarto trimestre di quest’anno.





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