EurActive.it

Home > News > Ue a caccia dei soldi americani

di Giuseppe Turani - ItaliaOggi

Facebook Twitter Linkedin
Ue a caccia dei soldi americani

09/10/2017 10:40

Non potendo spremere di più i suoi cittadini, l'Europa vuole denari dai giganti del web. Finiti nel mirino Amazon, Apple, Irlanda e Lussemburgo

C'è chi vede in questa recente aggressività europea nei confronti dei giganti del web una sorta di guerra commerciale fra il Vecchio Continente e gli Stati Uniti. Ma forse non è così. L'Europa, come si sa, è sempre alla ricerca di soldi. Ma le tasse ordinarie sono già molto alte, e non per cattiveria: è questo continente che ha inventato il welfare e il welfare costa.

Allora, non potendo spremere ulteriormente i propri cittadini e le proprie aziende, si è andati alla ricerca di nuovi soggetti. Da qui l'idea di gettare un faro di luce sui giganti del web, creature recenti della scena economica mondiale e anche molto astute. Il fatto curioso, al quale forse nessuno aveva pensato prima di dare il via all'operazione, è che i giganti del web sono tutti americani. Google, che chiunque usa, è roba loro. Facebook idem, e anche Twitter, e così via.

Persino nell'hardware (basti pensare alla Apple, che con lo smartphone e l'iPad ha rivoluzionato l'uso di Internet) gli americani sono in prima fila. E questo non accade per caso, ma per due ragioni precise.La prima ragione è che Internet nasce negli Stati Uniti (dalla costola di una rete della Darpa, agenzia di ricerca del Pentagono) e sempre da quelle parti si trova la Silicon Valley, una sorta di enorme vulcano di innovazioni e invenzioni. A questo si aggiunga, se si vuole, che l'ambiente americano (con meno regole e limitazioni) si è rivelato molto più favorevole di quello europeo alle cose nuove, mai viste prima.

La seconda ragione sta nel fatto che gli europei hanno commesso un errore strategico, probabilmente pensando che Internet e il web fossero poco più di giochi per ragazzi e adulti. E pensare che, invece, la rivoluzione della Rete è nata proprio in Europa, al Cern di Ginevra, ad opera di Tim Berners-Lee (che la mise su un server, gratis, a disposizione di tutti). Solo che poi gli europei si sono distratti e gli americani no.

Adesso, alla ricerca di soldi, si sono accorti dei giganti del web. E si parla di una tassa generale sui loro affari. Intanto, qualche osservazione più approfondita ha portato alla scoperta del fatto che Amazon (gigante del commercio online) dovrebbe 250 milioni di euro di imposte non pagate al Lussemburgo. E la Apple invece dovrebbe addirittura 13 miliardi di euro all'Irlanda, che non glieli ha mai chiesti. E che non ha molta voglia di farlo perché la Apple ha portato loro posti di lavoro e affari.





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2017 Partita IVA 08931350154