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di Eric Drosin | EURACTIV.com | Traduzione di Miryam Magro

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Ue accelera su piano ristrutturazione immobili

12/05/2017 10:06

Gli edifici Ue sono responsabili del 40% del consumo energetico primario dell'Unione e del 36% delle emissioni di CO2. La loro ristrutturazione è considerata fondamentale per raggiungere gli obiettivi sul cambiamento climatico.

Entro il 2050, l'intero stock mondiale esistente di edifici, residenziali e non, dell'Unione europea dovrebbe subire una ristrutturazione per l'efficenza energetica, in modo raggiungere l'obiettivo delle Nazioni Unite di limitare il riscaldamento globale di 2 gradi C. La revisione della direttiva europea sull'efficienza energetica degli edifici (EPBD), che cerca di fornire qualità e modernità agli immobili attraverso un miglioramento delle prestazioni energetiche, sta lavorando attraverso il Parlamento europeo. Nel frattempo, la normativa (EED) prevederebbe un obiettivo di efficienza energetica del 27% per il 2030, delineando i mezzi per contribuire a finanziare la ristrutturazione dei beni immobili.

L' ambizioso target di risparmio energetico dell'UE del 40% è ampiamente sostenuto dalle parti interessate e dagli esperti del settore. Il progetto aumenterebbe i tassi di ristrutturazione del 3%, creando 1 milione di posti di lavoro, diminuendo le importazioni di energia, facendo aumentare la fiducia degli investitori ed eliminando le incertezze sul futuro del mercato delle costruzioni dell'Ue. La Commissione sta spingendo verso un obiettivo vincolante dell'efficienza del 30% nelle revisioni del progetto di Eed, superando il target del 27% fissato dai leader dell'Unione nel 2014, e l'esecutivo sostiene che la ratifica dell'accordo di Parigi di Parigi sul cambiamento climatico nel 2016 giustifica l'aumento. Il Parlamento europeo ha ripetutamente chiesto di spostare l' obiettivo al 40%, ma la Commissione afferma che ciò sarebbe troppo costoso. 

Intanto, gli Stati membri sono divisi, indecisi se sostenere un obiettivo 27% o al 30% e e optare per un target vincolante o meno. Bendt Bendtsen, parlamentare danese centro-destra,  relatore della EPBD per il Parlamento europeo, sostiene  un obiettivo più ambizioso dell'efficienza energetica: "Gli edifici europei devono essere più efficienti. Ciò ci rende più competitivi ".

Peter Sweatman, relatore del gruppo di istituti finanziari per l'efficienza energetica (EFFIG), dichiara che l'obiettivo del 40% è economicamente ottimale in termini di costi". Tuttavia, ha ammesso che raggiungere un tale livello "sarebbe straordinario". "Una cosa che abbiamo voluto evitare è mettere più pressione sull'industria. Volevamo che fosse un obbiettivo realistico ", ha spiegato il Commissario per il Lavoro e la Crescita, Jyrki Katainen. Coloro che sono coinvolti nella ristrutturazione degli edifici europei temono di subire la pressione per soddisfare gli obiettivi a lungo termine. Tuttavia questo sempbrerebbe essere  l'unico modo, sostengono, perché l'Unione europea rispetti la tabella di marcia sulle basse emissioni di carbonio che richiede un taglio dell'80% dei gas effetto serra, rispetto ai livelli raggiunti nel 1990, entro il 2050."La ristrutturazione dell'edificio europeo è una gallina dalle uova d'oro", ha affermato Adrian Joyce, direttore delle campagne di Renovate Europe, "ma bisogna porre le condizioni giuste, necessarie all'oca per sentirsi a proprio agio", ha aggiunto.

La relazione intitolata "Transizione energetica dell'edilizia comunitaria - Scatenare la quarta rivoluzione industriale in Europa", di Yamina Saheb, ha stimato il mercato europeo delle energie rinnovabili per 109 miliardi di euro nel 2015 con 882.900 posti di lavoro. Ha inoltre rivelato che il mercato dell'energia rinnovabile dell'Ue potrebbe aumentare di quasi il 50% se venisse adottato l'obiettivo del 40% dell'efficienza energetica entro il 2030, creando più di un milione di posti di lavoro. Il raggiungimento degli obbiettivi citati richiederebbe la definizione di una politica integrata per gli edifici, basata sul principio "Efficienza al primo posto". Tale quadro generale consentirebbe di  garantire la coerenza tra le disposizioni sugli investimenti per il clima attualmente inclusi in almeno 14 diversi strumenti politici dell'Ue. Inoltre, si  richiederebbe una nuova struttura di governance a livello comunitario, tra cui l'istituzione di un facilitatore europeo per la riqualificazione energetica e uno strumento di condivisione dei rischi dell'UE. (EU Energy Renovation Facilitator and an EU Risk Sharing Facility).

"E' veramente difficile trovare lati negativi legati alla ristrutturazione degli edifici", ha dichiarato Paul Hodson, responsabile dell'unità per l'efficienza energetica presso la Commissione Europea. "È solo positivo ... e meglio impiegare lavoratori edili europei che acquistare gas russo!" Tuttavia, "i benefici saranno più difficili da ottenere nel prossimo decennio", ha avvertito Hodson, come un promemoria che un ulteriore ritardo porterebbe a costi più elevati.

Punti da considerare: i momenti chiave della "vita di un edificio",  come il suo affitto, la vendita o il cambio di destinazione d'uso, devono essere introdotti nelle strategie nazionali attraverso l'EPBD per garantire la ristrutturazione, afferma il Buildings Performance Institute Europe (BPIE)

Il BPIE inoltre vuole che le strutture residenziali legate all'autorità pubblica  soddisfino i massimi risultati energetici; Le politiche dovranno essere attentamente elaborate e implementate per tutelare specifici tipi di edifici e di abitanti, in particolare le famiglie a basso reddito che potrebbero essere penalizzate ingiustamente dai lavori di ristrutturazione attraverso la richiesta di affitti più alti. La Commissione europea, dal canto suo, vuole un quadro politico di sostegno, per assicurare al settore finanziario di comprendere i rischi connessi all'efficienza energetica , una migliore combinazione dei progetti e la promozione della finanza privata nel rinnovo degli edifici. Questi ultimi includerebbero un "intelligente" utilizzo dei fondi pubblici.

Le ristrutturazioni di edifici a basso consumo energetico rappresentano una sfida specifica per mobilitare nuove fonti di finanziamento, dal momento che riducono i costi di capitale ma necessitano di rendere più sicuri i rendimenti, secondo la relazione fatta da IEA, IRENA, e Germania. Il report mette in evidenza gli strumenti politici che faciliterebbero gli investimenti nel settore delle "costruzioni efficenti", tra cui: standard minimi di prestazioni; rimborso delle imposte sulle proprietà; appalti pubblici; certificati commerciali e fondi revolving. Le future decisioni di investimento per la ristrutturazione di beni immobili potrebbero inoltre essere influenzate da: certificati di rendimento energetico; trasparenza dei dati sulle prestazioni; aziende di servizi energetici. Creare strumenti e piattaforme per collegare i proprietari delle abitazione ai capitali finanziari e viceversa rimane molto impegnativo, anche quando c'è la volontà di farlo. Pelle Pedersen, head of responsible investment presso la PKA, un fondo pensioni danese, dice che il problema principale è che i proprietari degli immobili non hanno il capitale necessario per investire nelle soluzioni di rinnovamento energetico. "Con i nostri finanziamenti, possiamo effettivamente colmare quel divario", ha detto. La legislazione Ue e quella nazionale sono necessarie, spiega Pedersen, per assicurare che uno sportello unico possa essere messo in atto e reso accessibile e conveniente per i cittadini.

La Commissione vuole vedere un quadro politico di sostegno, assicurare al settore finanziario di comprendere i rischi connessi alla mancanza di azione sull'efficienza energetica, sulla migliore combinazione dei progetti e sulla promozione della finanza privata nel rinnovo degli stock di edifici. Questi ultimi includerebbero un "intelligente" utilizzo di denaro pubblico, sfruttandone meglio i livelli più elevati di finanziamenti privati, ha spiegato Hodson.

La questione finanziaria.

"Le banche sono pronte, disposte e capaci di soddisfare la domanda di rinnovamento energetico quando ci sarà. Non c'è carenza di fondi, ma è necessario aumentare la fiducia nel mercato ", ha dichiarato Hibbert dell'Ing. Bendtsen ha aggiunto che "gli investimenti privati sono pronti, da parte di le banche commerciali come Ing  o di  fondi pensione che assicurano il flusso di reddito a lungo termine, e c'è voglia di investire anche nel rinnovamento energetico". "Contrariamente a quanto si creda, in questo caso il denaro non è un problema", ha aggiunto Joyce da Renovate Europe. "Le banche sono interessate a investire, ma non possono affrontare la domanda latente. Hanno bisogno dei governi per sostenere una legislazione più forte".

È stato ampiamente ripetuto, dal World Wildlife Fund e dagli economisti, che i rischi finanziari della transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio sono in gran parte prevedibili e evitabili. Questi costi saranno ridotti al minimo se la transizione inizierà subito e seguirà un percorso prevedibile. Lo stesso vale per la ristrutturazione degli edifici europei. E per quanto riguarda il proprietario medio o l'affittuario europeo? "La domanda manca", ha ammesso Hibbert, sottolineando la necessità di aumentare la consapevolezza e la conoscenza di questa fascia di popolazione sulla questione, insieme ad efficaci attori legislativi e politici. Paula Ray Garcia, che sta lavorando all'EPBD per la Commissione, ha sottolineato il miglioramento della qualità della vita che si riscontrerà a seguito di un rinnovamento degli edifici e l'importanza di uno sportello unico per assicurarsi che ciò avvenga realmente. "Stiamo ricevendo anche reclami riguardanti la cattiva atuazione da parte della legislazione nazionale della direttiva comuntaria", ha aggiunto Garcia, sottolineando l'importanza di collegare efficacemente il finanziamento alla regolamentazione.

Il rinnovamento dei beni immobili dell'Ue ha inoltre un evidente vantaggio politico: i proprietari di abitazioni che partecipano e vivono con i vantaggi concreti di case più efficienti e più sane sono sicuramente propensi a premiare attraverso il voto elettorale coloro che hanno contribuito a tale risultato. Aspetto da non sottovalutare  in un momento in cui tutta la classe politica soffre di una mancanza di fiducia e viene considerata come rimossa dalle preoccupazioni quotidiane dei cittadini

Riconoscendo le reticenze del Consiglio dell'Unione al rafforzamento degli obiettivi di efficienza energetica, Bendtsen indica chiaramente la sua necessità di trovare circa 500 deputati europei che sostengano la proposta di revisione dell'EPBD. "In questo modo, possiamo essere forti (nelle nostre discussioni) con il Consiglio".

Mettere insieme le richieste per garantire che i proprietari e gli edifici europei traggano vantaggio dalla trasformazione per l'efficienza energetica richiede "una visione coerente a lungo termine dell'Ue", conclude Joyce of Renovate Europe . 

 





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