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di EURACTIV.com e Reuters | Traduzione di Francesco Chierchia

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UE: azione legale contro l'Italia per le emissioni Fiat

17/05/2017 08:45

L'Unione europea avvierà un procedimento legale contro l'Italia volto ad accertare le presunte irregolarità della compagnia Fiat Chrysler nei test delle emissioni dei veicoli

Negli ultimi tempi c'è nervosismo tra i funzionari Ue per la i rapporti sospetti tra case automobilistiche e governi nazionali; e l'azione giuridica rappresenta lo strumento migliore di cui dispone la Commissione per costringere i Paesi ad impedire l'accesso al mercato delle automobili che non rispettano gli standard sulle emissioni.

I regolatori dell'Unione europea hanno affermato che l'Italia non è riuscita a giustificare in maniera convincente l'utilizzo di dispositivi in grado di regolare le emissioni dei propri veicoli, così che queste rientrino nei parametri richiesti dalla normativa comunitaria.

"Le autorità italiane devono ancora fornire ulteriori informazioni che possano convincerci che i dispositivi utilizzati nella produzione dei modelli Fiat siano giustificati e possano quindi essere considerati legali", ha affermato una fonte Ue.

Il ministero dei Trasporti italiano per ora non ha commentato l'accaduto. Tuttavia, a febbraio, ufficiali del ministero avevano dichiarato che gli ultimi test effettuati sui veicoli Fiat Chrysler non avevano rilevato l'utilizzo di alcun software illegale.

I dispositivi in grado di alterare i valori delle emissioni automobilistiche sono stati dichiarati illegali dal diritto comunitario a partire dal 2007. E la questione era stata riaperta dopo lo scoppio dello "scandalo Volkswagen", in cui la casa tedesca è stata dichiarata colpevole di aver utilizzato (negli Stati Uniti) strumenti per "mascherare" le emissioni di NOx, un gas in grado di provocare malattie respiratorie e morti precoci.

Lo scorso dicembre, la Commissione ha avviato accertamenti in cinque nazioni, tra cui Germania, Gran Bretagna e Spagna, sospettate di non aver adeguatamente disciplinato l'industria automobilistica.

La Germania, nonostante una sua stessa azienda fosse coinvolta nelle irregolarità, ha accusato l'italiana Fiat Chrysler di utilizzare un dispositivo illegale per aggirare i controlli sulle emissioni.

Dopo che l'Italia ha respinto le accuse tedesche sulle presunte violazioni (riguardanti in particolare i modelli Fiat 500X, Fiat Doblo e Jeep Renegade), Berlino ha chiesto a Bruxelles di mediare nella controversia.

Nell'ambito del sistema attuale (che la Commissione europea sta tentando di riformare) le nuove automobili vengono "approvate" dai regolatori nazionali, e solo quest'ultimi hanno reali poteri di controllo sui produttori. Una volta approvato un veicolo in un Paese, questo può essere poi venduto in tutta l'Unione.

L'avviso legale nei confronti dell'Italia rappresenta il primo passo delle procedure di controllo per la violazione del diritto Ue, volte a garantire che i 28 Stati membri del blocco rispettino le normative comunitarie.

Se gli Stati membri non dovessero rispondere in maniera convincente, Bruxelles potrebbe decidere di chiedere l'intervento della Corte di Giustizia dell'Unione europea, con sede a Lussemburgo.





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