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di Sam Morgan - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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UE: energie rinnovabili e sviluppo rurale dovrebbero andare di pari passo

01/03/2018 13:15

Secondo una relazione della Corte dei conti europea, le attuali politiche comunitarie sulle energie rinnovabili non sarebbero strettamente collegate allo sviluppo rurale

L'Unione Europea potrebbe fare di più per rendere complementari le sue politiche di energia rinnovabile e lo sviluppo rurale. Dal quadro attuale emerge un grande potenziale non sfruttato (e quindi sprecato) da Bruxelles.

E' quanto emerge da una relazione della Corte dei Conti europea che, dopo aver visitato cinque Stati membri per valutare l'impatto dei finanziamenti comunitari (in particolare attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, FEASR), ha concluso che i Paesi non stanno utilizzando i finanziamenti privilegiando i progetti rinnovabili, ma al contrario stanno investendo in schemi con un impatto minimo sulle zone rurali.

Nelle sue conclusioni, inoltre, la Corte ha sottolineato che la disponibilità di denaro destinato ai progetti di energia rinnovabile avrebbe il potenziale per accelerare uno sviluppo rurale sostenibile.

Samo Jereb, responsabile della relazione, ha affermato che la Commissione "non ha fornito sufficienti chiarimenti o indicazioni" in merito.

In un elenco di raccomandazioni, i revisori hanno chiesto un impegno dell'esecutivo UE affinchè gli Stati membri forniscano informazioni corrette all'interno delle loro relazioni di attuazione dei piani entro il 2019.

Secondo i revisori le capitali nazionali dovrebbero poi destinare solo denaro a "progetti di energia rinnovabile validi, con un chiaro e conseguente vantaggio per lo sviluppo rurale sostenibile". In questa direzione "Austria, Bulgaria, Italia e Francia hanno utilizzato procedure di selezione deboli".

In Bulgaria tre progetti basati sull'energia solare hanno avuto un impatto limitato sulla creazione di posti di lavoro e sullo sviluppo rurale. Ma il rapporto ha evidenziato alcune storie di successo in cui i fondi sono stati utilizzati in modo efficace.

Attualmente sono in corso dei negoziati tra Commissione, Consiglio e Parlamento europeo per un aggiornamento della direttiva sulle energie rinnovabili (RED II). I revisori, infatti, ritengono che ci siano possibilità concrete per "sbloccare il potenziale esistente nelle aree rurali".

Ad essere promosse dalla Corte "come misure utili" sono state: il regolamento sulla governance e le disposizioni per i progetti rinnovabili di piccola scala, entrambe contenute nel RED II.





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