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di Aline Robert - EURACTIV.fr | Traduzione di Francesco Chierchia

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Ue: esiste legame tra frodi fiscali e terrorismo

12/06/2017 14:32

Per ottenere la cooperazione di alcuni Paesi (come la Germania) nella lotta alle frodi, l'esecutivo Ue sta marcando l'accento sulla connessione tra illeciti fiscali e terrorismo

L'8 giugno l'European Public Prosecutor’s Office (Eppo), un organismo indipendente con il compito di indagare e perseguire i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, ha ricevuto l'approvazione ad operare da 20 Stati membri Ue. Ma dopo un arduo processo di negoziazione, diversi Paesi del nord hanno deciso di non proseguire nella collaborazione.

L'Eppo, che inizialmente sarà composto da membri di Eurojust e Olaf, contrasterà le pratiche di uso fraudolento dei fondi europei (principalmente fondi di coesione e per la politica agricola comune) e le frodi Iva transfrontaliere.

L'Iva rappresenta la più grande fonte di entrate per tutti i Paesi membri, e le frodi relative all'imposta sul valore aggiunto costano all'Unione europea circa 50 miliardi di euro ogni anno.

Vista la situazione molto delicata, per evitare di pestare i piedi ai sistemi nazionali di giustizia, l'Eppo sarà chiamato ad indagare solo sui casi di frode il cui valore supera i 10 milioni di euro.

Secondo fonti EURACTIV, la Germania avrebbe particolarmente insistito sull'introduzione di questa soglia in cambio della sua cooperazione. "La Germania è sempre un partner difficile in materia fiscale, specialmente quando si parla di Iva", ha dichiarato un funzionario della Commissione.

Per l'esecutivo Ue, che sta cercando di completare una riforma del sistema di Iva europea entro il mese di settembre, l'opposizione tedesca non rappresenta una novità. Già altre iniziative, come la Common Consolidated Corporate Tax Base (CCCTB), erano state ostacolate da Berlino.

Proprio per questo Bruxelles ha iniziato a discutere con decisione sulla questione ponendo l'accento sul collegamento tra frodi, criminalità organizzata e finanziamento al terrorismo.

Finanziamenti al terrorismo

"Le frodi dell'Iva transfrontaliera costano ai Paesi Ue 50 miliardi di euro ogni anno. Abbiamo tutte le ragioni di credere che questo denaro venga utilizzato per finanziare la criminalità organizzata o il terrorismo", ha dichiarato il commissario per gli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici. 

Un documentario recentemente andato in onda in Danimarca, e girato dai giornalisti Bo Elkjaer, Mads Nilsson e Troels Kingo Larsen in collaborazione con Matias Sedelin ed il quotidiano danese Jyllands-Posten, ha dimostrato come i cittadini danesi radicalizzati abbiano utilizzato i circuiti delle frodi Iva in Scandinavia per finanziare Al-Quaeda.

L'affare è stato portato alla luce da alcuni investigatori spagnoli durante le indagini sui capi di una rete terroristica con sede a Melilla. Quest'ultimi avrebbero stabilito delle imprese in Danimarca con l'unico obiettivo di frodare il sistema Iva, il tutto con l'aiuto di alcuni simpatizzanti locali.

Secondo l'indagine la banda sarebbe attiva dal primi anni 2000 ed avrebbe raccolto oltre 8 milioni di euro.

Inoltre negli anni precedenti, durante un'indagine sulle frodi Iva nel mercato del carbone Ue, l'Fbi ha consegnato alle autorità prove di un coinvolgimento anche di cittadini italiani. 

Le frodi fiscali rappresentanto anche un grave problema nel settore automobilistico. Numerosi sono stati i casi di auto nuove registrate invece come di seconda mano. Alcune di queste vetture, poi, sono state spedite dalla Germania alla Francia con certificati Iva falsi, permettendo così ai venditori di piazzarle sul mercato a prezzi inferiori, senza versare alcuna imposta sul valore della vendita. 

A partire dal 2020 l'Unione europea intende prendere il controllo dei flussi fiscali transfrontalieri; e con l'Eppo gli Stati membri sperano in una stretta collaborazione che possa rendere più facile rintracciare e sequestrare i fondi coinvolti in illeciti.





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