EurActive.it

Home > News > Ue: l'etichettatura d'origine alimentare sarà obbligatoria

di Sarantis Michalopoulos - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

Facebook Twitter Linkedin
Ue: l'etichettatura d'origine alimentare sarà obbligatoria

12/02/2018 10:15

Un portavoce della Commissione ha annunciato che per i membri del blocco l'etichettatura d'origine alimentare sarà obbligatoria. Spazzati via, quindi, i dubbi sull'ipotesi che la norma possa essere adottata su base volontaria

Il mese scorso la Commissione europea ha presentato una bozza su cui avviare una consultazione pubblica relativa al regolamento sull'etichettatura d'origine dei prodotti alimentari.

Tuttavia, alcune parti interessate si sono mostrate confuse a causa del titolo della consultazione che faceva riferimento ad una "indicazione volontaria" dell'origine o del luogo di provenienza dei cibi.

Il Governo canadese, ad esempio, ha suggerito alla Commissione di inserire nel testo ulteriori chiarimenti formali per stabilire se la natura della proposta fosse obbligatoria o volontaria. Ottawa ha inoltre esortato l'esecutivo Ue a privilegiare l'aspetto discrezionale del provvedimento, così da consentire ai produttori del settore alimentare di scegliere se aggiungere o meno l'etichettatura in questione.

Recentemente un portavoce dell'Ue ha dichiarato ad EURACTIV.com che dal testo risulta assolutamente chiaro che l'etichettatura sarà obbligatoria, sottolineando però che si tratta solo di una bozza di proposta presentata per una consultazione pubblica.

Alla domanda sul perché il titolo si riferisca ad una "indicazione volontaria", il funzionario ha risposto che si trattava di un "titolo editoriale generico", specificando che all'interno del titolo completo non è presente la parola "volontario".

Paesi come l'Italia e la Grecia stanno mostrando un forte interesse verso l'adozione dell'etichettatura d'origine alimentare. La motivazione principale è che i consumatori dovrebbero essere consapevoli della provenienza del cibo acquistato.

In quest'ottica, lo scorso agosto l'Italia introdotto una norma in virtù della quale le confezioni di pasta e riso dovessero avere un'etichettatura obbligatoria che ne indicasse provenienza e ingredienti principali. 

L'industria alimentare ha reagito con forza alla decisione di Roma, invitando la Commissione a cancellare la misura in quanto avrebbe potuto rallentare o interrompere il mercato unico Ue.

A partire da quest'anno, tra l'altro, anche la Grecia sta meditando di utilizzare misure simili per il latte e prodotti affini.

La Safe Food Advocacy Europe (SAFE), un'organizzazione che si occupa di problemi di sicurezza alimentare e tutela dei consumatori, ha espresso preoccupazione per l'approccio della Commissione alla questione, sostenendo che i cittadini saranno confusi.

In particolare, SAFE ritiene che lo "spirito volontario" del testo sarebbe contrario agli inviti dell'Europarlamento a fornire una base obbligatoria della norma, oltre che difficilmente inseribile nel quadro legislativo del regolamento sulle informazioni alimentari.

Riferendosi ad una relazione curata dell'Organizzazione europea dei consumatori (BEUC), secondo cui i cittadini Ue vorrebbero informazioni di origine su una serie precisa di alimenti, SAFE ha affermato che la proposta della Commissione probabilmente deluderà i consumatori fornendo informazioni fuorvianti.

Ingredienti primari

Un altro problema riguarda le diciture utilizzate per gli ingredienti primari dei cibi. Bruxelles afferma che il Paese d'origine di un ingrediente primario, se diverso da quello del Paese d'origine indicato, debba essere descritto utilizzando le sigle "UE/non UE".

SAFE però considera che "UE/non UE" siano definizioni sufficienti ma discutibili, soprattutto se non vengono specificate le proporzioni esatte degli ingredienti.

Secondo Floriana Cimmarusti, segretario generale SAFE, "lasciare ai produttori la possibilità di dichiarare genericamente che un ingrediente non proviene dal luogo identificato come Paese di provenienza, senza specificare l'origine effettiva di tale ingrediente, potrebbe creare più confusione per i consumatori".





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2018 Partita IVA 08931350154