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di Catherine Stupp - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Ue: leggi sui pedaggi stradali da rivedere in 15 Paesi

30/05/2017 16:02

In base ai piani della Commissione europea otto Stati membri dell'Unione saranno costretti a modificare le disposizioni relative ai pedaggi stradali entro il 2023. Altri nove Paesi dovranno invece intervenire sulle norme che regolano il transito di camion ed autoarticolati

Svezia, Lituania, Lettonia, Danimarca, Romania, Bulgaria, Olanda, Belgio e Regno Unito non potranno più tassare i camionisti in base a quanti giorni questi trascorrono sulle loro strade. Entro la fine del 2023, i Paesi saranno costretti riformare i loro sistemi di pedaggi ed a calcolare la cifre da riscuotere in base a quanti chilometri i guidatori percorrono.

Inoltre, anche Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia, Slovenia e Germania (che ha recentemente approvato una controversa legge di rincaro dei pedaggi) dovranno adeguarsi alla nuova normativa, abbandonando il sistema di tariffazione giornaliera.

Finora la Commissione si era sempre limitata alla regolamentazione del settore camion-merci; al contrario, questa nuova proposta rappresenta la prima legge comunitaria diretta anche al trasporto passeggeri.

Violeta Bulc, commissario europeo per i Trasporti, dovrebbe annunciare ufficialmente domani l'adozione del provvedimento. 

Inoltre, sempre per domani è attesa un'altra proposta volta a regolamentare la competizione tra camionisti e guidatori "low-cost" provenienti dall'Europa dell'Est. 

La Commissione ha molto insistito per l'adozione di nuovi sistemi di pedaggio stradale basati sulla distanza percorsa, così da poter disincentivare gli autisti a sovra-utilizzare i loro veicoli (con effetti positivi sul fronte inquinamento).

“I sistemi di tariffazione attuali, basati sulla durata del tragitto, non riflettono accuratamente i costi infrastrutturali e non si dimostrano efficaci. Si dovrà pertanto gradualmente sostituirli con oneri basati sulla distanza percorsa, più equi, più efficienti e più efficaci", recita la nuova proposta.

Un'altra parte della proposta menziona una drastica riduzione dei pedaggi per i camion che non producono emissioni nocive. La Commissione vorrebbe inoltre proporre una disposizione (che sarà aggiunta solo successivamente alla legislazione) in grado di commisurare il valore dei pedaggi alla quantita di emissioni scaricate dai veicoli.

I "veicoli a emissioni zero devono beneficiare di oneri per le infrastrutture ridotti del 75%", si legge nella proposta.

I piani per “differenziare i pedaggi stradali in base alle emissioni ed alla distanza percorsa” potrebbero aiutare a "ripulire l'ambiente e comporterebbero dei benefici per la salute della società”, ha detto Samuel Kenny della ONG Transport & Environment.

Altri invece vedono le nuove regole di Bruxelles come uno schiaffo alle legislazioni nazionali che produrrà nuovi costi e burocrazia.

La International Road Union ha fatto pressione per preservare la tassazione basata sul tempo di guida, sostenendo che rappresenta un sistema di calcolo più economico, rodato e semplice. “Non c'è necessariamente bisogno di nuove infrastrutture per i pedaggi. I sistemi basati sul tempo sono più facili da usare ed anche più economici", ha dichiarato Stuart Colley, direttore delle comunicazioni per l'IRU a Bruxelles.

I piani della Commissione hanno diviso gli eurodeputati: alcuni si sono schierati a  favore di nuovi pedaggi per ridurre l'inquinamento, altri hanno criticato la mossa definendola solo un inasprimento delle condizioni del trasporto stradale.





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