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di EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Ue: limiti all'acrilammide nei cibi, causa il cancro

20/07/2017 09:33

I rappresentanti dei 28 Stati membri dell'Unione hanno votato ieri a favore di una proposta della Commissione europea per ridurre la presenza di acrilammide negli alimenti, una sostanza cancerogena presente in patatine fritte, pane, biscotti e caffè

Ridurre le percentuali di acrilammide negli alimenti. E' questo lo scopo della proposta della Commissione europea che ieri i Paesi dell'Ue hanno votato. Una volta implementata, la nuova regolamentazione richiederà ai produttori di alimenti, ai fast food ed ai ristoranti di adottare specifiche misure per garantire che i livelli di acrilammide nei loro prodotti rimangano inferiori ai parametri di riferimento.

L'iniziativa è stata accolta bene dal ministro dell'Agricoltura belga, ma soprattutto da Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la Salute e la Sicurezza alimentare.

"Oggi abbiamo intrapreso un passo importante nella protezione della salute e del benessere dei cittadini", ha dichiarato Andriukaitis. "Il nuovo regolamento non solo contribuirà a ridurre la presenza di acrilammide nei cibi, ma aiuterà a diffondere la consapevolezza di come evitare l'esposizione a questa sostanza cancerogena che spesso viene consumata anche nelle nostre case".

L'acrilammide è una sostanza chimica che si forma naturalmente quando gli alimenti amidacei, come le patate o i cereali, vengono cotti, fritti o arrostiti a temperature superiori ai 120 gradi. Le persone, nella maggior parte dei casi, assumono acrilammide consumando alimenti industriali come patatine, pane, biscotti e caffè, ma anche cucinando a casa, ad esempio cuocendo patatine a più di 175 gradi.

Nel 2015 l'Autorità europea per la Sicurezza alimentare (Efsa) ha confermato che l'acrilammide aumenta potenzialmente il rischio di sviluppare il cancro. 

Il regolamento votato ieri sarà ora trasmesso al Parlamento europeo ed al Consiglio per l'approvazione. Le due istituzioni Ue avranno tre mesi per esaminare il testo prima dell'adozione finale. Secondo quanto annunciato dalla Commissione, l'entrata in vigore è prevista nella primavera del 2018.

La Beuc, l'Organizzazione dei Consumatori europei, ha accolto con favore il voto dei Paesi, definendolo "un primo passo" importante sul tema dell'alimentazione; tuttavia l'Organizzazione ha manifestato il proprio rammarico poichè l'Unione non ha ancora previsto limiti vincolanti su alcuni prodotti alimentari.

Da più di un decennio l'industria alimentare cerca di ridurre l'acrilammide nei prodotti. Peraltro, i produttori hanno sviluppato una serie di strumenti (in collaborazione con la Commissione europea e gli Stati membri) ed un codice di indirizzo per le Pmi. Per l'associazione di categoria FoodDrinkEurope, questi sforzi di autoregolamentazione hanno contribuito a ridurre i livelli di acrilammide in alcuni prodotti alimentari. Ma secondo la Beuc, invece, la differenza è stata pressochè nulla. 

"Sono passati quindici anni da quando gli scienziati hanno scoperto gli effetti dell'acrilammide negli alimenti; ma i livelli di questa sostanza cancerogena nei prodotti Ue sono rimasti pressoché uguali", ha dichiarato Monique Goyens, direttore generale Beuc. "Quindi - ha aggiunto - è una buona notizia che l'Unione europea abbia deciso di obbligare l'industria alimentare ad agire per ridurre le quantità di acrilammide nei cibi".

La Commissione ha reso noto che, dopo l'adozione del regolamento, si attiverà per "avviare delle discussioni" sulla fissazione dei livelli massimi di acrilammide in alcuni alimenti.

"Se alcuni produttori possono ridurre i livelli di acrilammide, allora lo possono fare tutti", ha affermato Goyens, aggiungendo: "Nessuno sta chiedendo di vietare qualsiasi cibo. Tuttavia, siamo certi che limiti vincolanti siano necessari per proteggere efficacemente i consumatori. Senza limiti obbligatori, i produttori di cibo saranno comunque autorizzati a vendere prodotti che contengono alti livelli di questa sostanza pericolosa".





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