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di Arturo Centofanti | ItaliaOggi

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Ue: nuova polemica sullo zuccheraggio del vino

14/03/2018 10:15

Coop italiane e Coldiretti contro Copa-Cogeca e Ceev: quest'ultime non vogliono che sulle bottiglie vengano stampate informazioni su eventuali aggiunte di zucchero

È guerra tra Alleanza delle cooperative alimentari, Copa-Cogeca e Ceev su quanto deve riportare una bottiglia di vino in merito agli ingredienti che contiene.

«Vogliamo trasparenza. E se lo zucchero è aggiunto al vino deve essere indicato in etichetta», spiega Ruenza Santandrea, coordinatrice del settore vitivinicolo dell'Alleanza, «noi consideriamo lo zucchero un ingrediente è come tale va indicato. Anche nella marmellata l'etichetta riporta l'indicazione dello zucchero sebbene la frutta lo contenga. È strano, dunque, che a seconda di come fa comodo, queste questioni vengano declinate in un modo o nell'altro».

Alla luce di queste considerazioni, il coordinamento italiano non ha sottoscritto il documento delle coop europee presentato al commissario alla salute, Vytenis Andriukaitis; si tratta di una proposta di etichetta nutrizionale per evitare che la Ue la obblighi per via normativa.

La vicenda dell'etichetta di fatto, riaccende la polemica sullo zuccheraggio del vino, pratica vietata in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro e in alcune aree della Francia, e consentita nel resto d'Europa.

«Non vogliamo riaprire la discussione sullo zuccheraggio, è una battaglia che abbiamo fatto dieci anni fa e che, purtroppo, abbiamo perso. Oggi però si parla di informazioni al consumatore; la Commissione ha chiesto trasparenza e, quindi, la risposta naturale è che se usi il saccarosio crediamo sia corretto che venga comunicato al consumatore», dice Santandrea. «Non ce la siamo cercata, ma l'etichettatura ci sarà imposta. E allora abbiamo chiesto alle organizzazioni Ue la loro posizione; cercato delle mediazioni. Su alcune questioni ci siamo riusciti», chiosa.

«Per esempio, siamo tutti d'accordo nel non fare una “lenzuolata” sulla retro etichetta; sarà utilizzata una tecnologia smart che consentirà al consumatore di accedere al sito web del produttore, per avere informazioni. Trovato anche un accordo per indicare le calorie per 100 millilitri di prodotto bevuto; ma non indicare lo zucchero, no, non ci trova d'accordo».

Sulla stessa posizione di Alleanza delle cooperative è Coldiretti: il presidente Roberto Moncalvo chiede di «smascherare in etichetta l'inganno dell'aggiunta di zucchero al vino che l'Ue consente ai paesi del Centro e Nord Europa». Per Moncalvo, «occorre cogliere l'occasione della revisione delle norme in materia di indicazione in etichetta delle dichiarazioni nutrizionali e degli ingredienti per consentire finalmente ai consumatori di sapere se il vino che bevono è stato ottenuto o meno con l'aggiunta di zucchero. Un danno per i consumatori, ma anche per i produttori mediterranei che subiscono una concorrenza sleale».

È spaccatura, dunque, sulla lista di ingredienti; o meglio, sul considerare o meno sostanza naturale lo zucchero aggiunto al vino.

«La nostra posizione nasce dalle nostre coop; nel momento in cui si parla di ingredienti, lo zucchero è un ingrediente. C'è il mosto concentrato, potrebbe essere impiegato quello e non essere indicato. Ma indubbiamente ha un costo maggiore», commenta Santandrea. «Capisco che lo zucchero faccia parte delle storia di un paese, ma il consumatore deve capire chi lo usa e chi no. Se da noi è reato, si deve sapere. Non penso sia poi così scontato che passi la posizione di Copa-Cogeca, la Spagna è con noi».





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