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di ItaliaOggi

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Ue: radio e tv senza frontiere online, ma solo per i notiziari

13/12/2017 13:05

Via libera del Parlamento europeo alla trasmissione web in tutta l'Unione di programmi d'attualità e informazione

I broadcaster radiotelevisivi potranno trasmettere online i notiziari e i programmi di attualità in tutti i paesi dell'Unione Europea senza dover ottenere paese per paese la liberatoria per i materiali utilizzati coperti dal diritto d'autore: tutti gli altri contenuti dovranno seguire la propria strada, con il principio di territorialità per cui l'emittente non sarà libera di riproporre online il proprio palinsesto se non ha acquisito i diritti dei singoli programmi per tutti gli altri paesi oltre a quello d'origine.

È quanto approvato ieri dal Parlamento Europeo che ha così modificato la proposta di regolamento chiamata Sat Cab2 presentata a settembre dello scorso anno dalla Commissione Europea. Nella formulazione originaria, infatti, le emittenti sarebbero state libere di ritrasmettere online tutti i tipi di programmi di cui avevano acquisito i diritti per il proprio paese, eventualità contro la quale avevano fatto sentire la propria contrarietà le associazioni di produttori di contenuti, fra i quali le italiane Anica (l'industria del cinema) e l'Anac (l'associazione degli autori cinematografici). Il principio del paese d'origine, che semplifica la procedura per la concessione dell'uso in tutta l'Ue di materiale protetto dal diritto d'autore (musica, immagini e così via), sarà quindi valido unicamente per le trasmissioni online accessorie a quelle televisive tradizionali e solo se riguardano l'informazione, un tipo di contenuti in cui la tempestività è importante e acquisire i diritti per ciascun paese significherebbe impiegare troppo tempo.

Il Parlamento ha comunque anche confermato la norma che prevede la possibilità di escludere un prodotto dalla procedura semplificata, e quindi riaffermare il cosiddetto principio di territorialità (geoblocking in inglese), in caso di accordo formale fra il titolare dei diritti e l'emittente radiotelevisiva. Tale eccezione mira a garantire gli investimenti in prodotti nazionali e sostenere la diversità culturale.

Gli eurodeputati hanno fatto proprie le conclusioni della commissione giuridica e hanno approvato il mandato negoziale con 344 voti favorevoli, 265 contrari e 36 astensioni. Il Parlamento è così pronto ad avviare i colloqui con i governi Ue non appena anche il Consiglio avrà concordato la propria posizione negoziale. Come si vede dai numeri, gli eurodeputati si sono piuttosto spaccati su questa decisione e il relatore, l'europarlamentare socialdemocratico tedesco Tiemo Wölken ha ritirato il proprio nome dal provvedimento, così come ha espresso il proprio disappunto il vicepresidente della Commissione Ue per il mercato digitale Andrus Ansip: «Il voto odierno è una delusione per la gente, i creatori e la diversità culturale, sembra di essere ancora nel XX secolo» per il passo indietro fatto verso la creazione di un mercato unico dei contenuti europeo.

A votare in difesa delle posizioni dei produttori e degli autori anche la quasi totalità della delegazione del Partito Democratico in dissenso al gruppo S&D. «Con il voto di oggi su Cab Sat», ha detto l'eurodeputato Pd e membro della commissione affari giuridici Enrico Gasbarra, «il Parlamento europeo ha confermato il principio di esclusività territoriale. Il lavoro portato avanti nelle rispettive commissioni dai parlamentari Costa, Danti, Gasbarra, Morgano e Toia, trova nel voto dell'aula un giusto riconoscimento: i consumatori potranno godere liberamente dei prodotti audiovisivi in rete e in tutti i paesi dell'Europa, ma allo stesso tempo, in questo modo, saranno assicurati i legittimi compensi e le dovute garanzie a chi crea il prodotto e garantisce qualità».





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