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di Mf-DowJones News

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 Ue: Schauble, senza Italia no integrazione ma faccia riforme

11/05/2017 09:08

Per il ministro delle Finanze tedesco l'Italia non verrà esclusa dalle dinamiche europee, ma è necessario che il Paese avvii concretamente un rinnovamento politico. E poi aggiunge: "i Trattatti non si modificano ma va rafforzata l'eurozona"

"Senza l'Italia non si può fare l'integrazione europea. Ne sono sempre stato convinto: Carlo Azeglio Ciampi lo potrebbe raccontare, se fosse ancora vivo. Direbbe che un certo Wolfgang Schauble, allora capogruppo della Cdu al Bundestag", negli anni Novanta "si impegnò per far entrare l'Italia nel gruppo di testa dell'euro, nonostante i problemi finanziari".

E' quanto afferma, in un'intervista a Repubblica Wolfgang Schauble, aggiungendo che "l'Italia ha fatto un'impresa grandiosa, all'epoca. Ma poi ci si è riposati per un pò sugli allori. L'Italia deve proseguire sul percorso di riforme. E' quello che volevo dire prima del referendum di dicembre scorso".

Schauble sottolinea che non è stato un errore riconoscere molta flessibilitá all'Italia, "e non ho mai criticato la Commissione Ue per questo. Lo chieda al ministro Padoan. E trovo che il Patto conceda abbastanza margini di flessibilitá". Il ministro tedesco spiega di non sapere perchè l'Italia cresce poco, "anche il mio collega italiano Padoan ritiene la crescita attuale insufficiente. Io penso che il percorso di riforme di Renzi, quando era presidente del Consiglio, sia stato giusto. Adesso temo che l'Italia soffra della fase attuale di incertezza politica. Spero sia rapidamente superata".

"Ovunque, anche in Italia, i bilanci delle banche devono essere messi in ordine, va risolto il problema delle sofferenze - prosegue Schauble - Su questo siamo d'accordo tutti. Lo abbiamo ampiamente fatto e alcune le abbiamo anche chiuse, è un percorso doloroso. Ma è accaduto anche in Portogallo o in Spagna: deve essere gestito in modo cauto. Abbiamo negoziato a lungo le regole per le banche, ma se poi non le applichiamo alimentiamo i populismi".

Sull'esito delle recenti elezioni francesi ed una cooperazione franco-tedesca, il ministro si dice fiducioso. "Anzitutto siamo tutti contenti che Emmanuel Macron sia diventato presidente - afferma - In Germania pensiamo da molto tempo che l'Unione monetaria vada rafforzata. Ci sono molte iniziative per compensare questo difetto: il piano Juncker, piani bilaterali. Ora si tratta di migliorare, intanto, nei Paesi dove mancano le riforme strutturali e la competitività. Il piano Juncker è stato rafforzato a 500 miliardi di euro. Ora bisogna creare le condizioni per investire. Ci stiamo lavorando: siamo disponibili a piani di cooperazione franco-tedeschi, ma anche con altri paesi. Le condizioni, però, vanno create nei singoli Paesi".

Inoltre, nella visione di Schauble, un ipotetico ministro delle Finanze comune dellUnione dovrebbe avere la possibilità di intervento sui bilanci. "Altrimenti non ha senso. E Macron e io la pensiamo esattamente allo stesso modo. Però bisognerebbe cambiare i Trattati europei" e questo appare ora irrealistico.

"Non è certo un problema della Germania - aggiunge - Il trasferimento di pezzi di sovranità nazionali all'Europa non è mai fallito per colpa della Germania o l'Italia, ma piuttosto della Francia. Il presidente Macron e io siamo totalmente d'accordo su questo: ci sono due modi di rafforzare l'eurozona: cambiare i Trattati oppure farlo con pragmatismo attraverso l'intergovernativo. Modifiche dei Trattati richiedono l'unanimità e la ratifica nei Parlamenti nazionali o in alcuni Paesi addirittura un referendum. Siccome al momento non è realistico, dobbiamo provare ad andare avanti con gli strumenti esistenti, dunque attraverso uno sviluppo del trattato che regola il fondo salva-Stati Esm".

Proprio in relazione al fondo salva-Stati, Schauble ha più volte promosso una trasformazione dello stesso in un 'Fondo monetario europeo'. "Ne ho parlato spesso con Mario Draghi: bisognerebbe rafforzare le istituzioni perché la Bce non debba sempre portare il peso di tutto. Ma ci vogliono cambiamenti dei Trattati. Però non possiamo neanche non fare nulla, perché rischiamo che si disgreghi l'Europa. La seconda migliore soluzione, dunque, è quella di creare un Fondo monetario europeo, sviluppando lo statuto dell'Esm".





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