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di MF Dow-Jones News

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Ue semplifica regole su aiuti di Stato per porti e aeroporti

17/05/2017 17:56

La Commissione europea esonera alcune misure di sostegno a favore di porti e aeroporti con l'obiettivo di facilitare investimenti pubblici.

"Vogliamo fare in modo che le societá possano competere a condizioni paritarie nel mercato interno, e vogliamo farlo nel modo piú efficace possibile - ha commentato Margrethe Vestager, commissaria responsabile per la Concorrenza - Le norme della Ue sugli aiuti di Stato sono le stesse per  tutti gli Stati membri. I cambiamenti introdotti oggi risparmieranno agli Stati tempo e fatica negli investimenti per porti e aeroporti, per la cultura e le regioni ultraperiferiche della Ue, tutelando al contempo la concorrenza. Ciò permetterá altresì alla Commissione di concentrare l'attenzione sugli aiuti di Stato che incidono piú fortemente sulla concorrenza nel mercato unico, per essere "grandi sulle grandi questioni e piccoli sulle piccole", a vantaggio di tutti i cittadini europei".

Il regolamento generale di esenzione per categoria del 2014 ha autorizzato gli Stati membri ad attuare senza previa approvazione della Commissione una vasta gamma di aiuti di Stato che hanno scarse probabilitá di falsare la concorrenza. Di conseguenza è ormai esonerato circa il 95% degli aiuti di Stato attuati dagli Stati membri (per una spesa annua complessiva di circa 28 miliardi di euro). Ad esempio, nel settore della ricerca, sviluppo e innovazione il numero delle notifiche di aiuti di Stato si è dimezzato dal 2014 (si veda il quadro di valutazione degli aiuti di Stato 2016). La Commissione ha ora esteso il campo di applicazione di questo regolamento ai porti e agli aeroporti, in seguito a due consultazioni pubbliche.

Per quanto riguarda gli aeroporti, gli Stati membri possono adesso effettuare investimenti pubblici negli aeroporti regionali che gestiscono fino a 3 milioni di passeggeri all'anno in piena certezza giuridica e senza previo controllo della Commissione. Questo faciliterá gli investimenti pubblici in piú di 420 aeroporti di tutta l'Unione (che gestiscono circa il 13% del traffico aereo). Il regolamento autorizza inoltre le autoritá pubbliche a coprire le spese di funzionamento di piccoli aeroporti che gestiscono fino a 200.000 passeggeri all'anno. Questi piccoli aeroporti, che sono quasi la metá di tutti gli aeroporti dell'Ue ma gestiscono solo lo 0,75% del traffico aereo, possono offrire un importante contributo alla connettivitá di una regione, ma difficilmente possono falsare la concorrenza nel mercato unico della Ue.

Per quanto riguarda i porti, gli Stati membri possono ora effettuare investimenti pubblici fino a 150 milioni di euro nei porti marittimi e fino a 50 milioni di euro nei porti interni in piena certezza giuridica e senza previo controllo della Commissione. Il regolamento autorizza le autoritá pubbliche a coprire le spese di dragaggio dei porti e delle relative vie di accesso.

Inoltre, il regolamento prevede una serie di nuove semplificazioni in altri settori. In particolare, la Commissione si limiterá a esaminare i casi piú importanti di aiuti di Stato che implicano importi piú consistenti di aiuti per i progetti culturali (e solo se le misure in questione costituiscono effettivamente aiuti di Stato, il che nella maggior parte dei casi non si verifica) e per gli stadi multifunzionali. La Commissione ha inoltre reso piú semplice per le autoritá pubbliche compensare le imprese per le spese aggiuntive sostenute quando operano nelle regioni ultraperiferiche dell'Unione, tenuto conto delle particolari difficoltá affrontate da tali imprese, per la lontananza di queste regioni e la loro dipendenza dal commercio di un piccolo numero di prodotti.





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