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di Francesca Gerosa - Milano Finanza

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Ue si muove verso la webtax

11/08/2017 09:33

La Commissione europea si schiera con il ministro dell'Economia francese Le Maire. Bruxelles auspica che al prossimo Ecofin di metà settembre si discuta della fiscalità del settore digitale. Nel mirino ci sono le poche tasse pagate da giganti online come Airbnb, Facebook e Google

L'esecutivo Ue tende la mano al ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, sulla webtax. "Stiamo riflettendo al miglior modo per affrontare la tassazione del settore digitale", ha detto quest'oggi una portavoce della Commissione, Vanessa Mock, commentando le dichiarazioni di Le Maire sulle pratiche delle grandi piattaforme dell'economia collaborativa come Airbnb e di altri giganti internet come Google. Nel 2016 Airbnb è stato utilizzato da più di 10 milioni di persone in Francia, ma ha pagato meno di 100 mila euro di tasse al Tesoro.

Secondo Le Maire, la situazione è "inaccettabile" e occorre "esigere da Airbnb e altri un giusto contributo al Tesoro pubblico" e impedire alle grandi multinazionali del web di utilizzare scappatoie fiscali per pagare meno tasse in Europa. Per questo Le Maire ha annunciato che Francia e Germania presenteranno una proposta comune all'Ecofin informale di Tallinn il prossimo 15 settembre. "Vogliamo che si trasformi in proposta della Commissione europea, che dovrebbe essere studiata dai capi di Stato al Consiglio europeo di dicembre", ha spiegato il ministro francese.

Da parte sua la Commissione Ue ritiene che l'Ecofin informale a Tallinn sia "una buona opportunità" per discutere della questione. "Porteremo le nostre idee al tavolo", ma la portavoce ha ricordato che sulla fiscalità vige la regola dell'unanimità degli Stati membri. L'iniziativa francese si inserisce nel solco di un progetto più grande. Arrivare a un'armonizzazione di tutte le corporate tax all'interno dell'Eurozona.

Lo stesso presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha annunciato di volerla portare al 25% entro la fine del proprio mandato. "Non oltre il 2018 dovremmo essere in grado di avere lo stesso livello della Germania, il che sarebbe la base per uniformare il livello di tutti i Paesi dell'Eurozona", ha detto.

In Italia, nella manovrina di primavera, è stata introdotta la cosiddetta "webtax transitoria". La norma prevede che "le società o gli enti che appartengono a gruppi multinazionali con ricavi consolidati superiori al miliardo di euro e che effettuino cessioni di beni e prestazioni di servizi nel territorio dello Stato per un ammontare superiore a 50 milioni di euro possano avvalersi della procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata di cui al presente articolo per la definizione dei debiti tributari dell'eventuale stabile organizzazione presente sul territorio dello Stato".

Ma secondo l'ufficio parlamentare del Bilancio la misura è di dubbia efficacia perché la procedura "si configura come una sorta di sanatoria preventiva e volontaria, con una regolarizzazione agevolata delle posizioni fiscali pregresse e la garanzia per gli anni futuri di un trattamento basato sull'accordo e la collaborazione tra impresa e amministrazione attraverso l'ammissione al regime di adempimento collaborativo introdotto nel 2015".





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