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di Cristina Bartelli e Michele Damiani | ItaliaOggi

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Un esodo di italiani all'estero

18/05/2017 08:38

In 5 milioni iscritti all'anagrafe residenti fuori confine. I dati del Ministero dell'interno dell'Aire. A Malta, nel 2016, approda il 30% in più

Corsa alla residenza estera. Nel 2016 sono aumentati del 30% gli italiani che hanno spostato la residenza a Malta, intorno al 17% quelli che hanno optato per Portogallo e Irlanda, come anche Albania e Qatar. Rispetto al 2015, circa 190 mila persone hanno abbandonato la residenza italiana (+3,87%). Scarso l'appeal della Svizzera, che ha attratto solo l'1,9% di italiani in più rispetto al 2015. Lo evidenziano i dati del ministero dell'interno sull'Aire (Anagrafe italiana residenti all'estero) che ItaliaOggi è in grado di anticipare.

I motivi sono molteplici, se si può ipotizzare una ragione lavorativa, è possibile anche che la scelta di abbandonare i registri del natio borgo sia dovuto anche a una pianificazione fiscale sulla persona fisica. Scelta quest'ultima, però, che non mette al riparo dai possibili controlli dell'Agenzia delle entrate, e che in questi ultimi anni dovrebbe anche essere valutata con maggiore attenzione vista l'operatività dello scambio di informazioni tra amministrazioni fiscali, e in questo caso l'Oman non lo attua. Dando un occhio ai paesi che godono fama di paradisi fiscali, o comunque di una fiscalità più leggera rispetto al carico italiano, al primo posto c'è Malta, quella che di recente la Germania ha definito, senza andarci troppo per il sottile, la Panama d'Europa. L'incremento di cittadini tricolori nell'isola è stato del 30%.

Crescita a due cifre di presenze italiane anche in paesi Ue come Portogallo e Irlanda. Il primo paese, forse rappresenta l'approdo per chi imprenditore, lavoratore autonomo, pensionato o vero e proprio «rentier», decide di pianificare il proprio futuro fuori dall'Italia. In questo caso, però, l'operazione deve rispettare stringenti limiti, che la legge, la prassi e la giurisprudenza hanno ristretto nel tempo per evitare abusi. L'articolo 2, comma 2-bis del Tuir, considera residenti in Italia i cittadini italiani iscritti all'Aire che si trasferiscono in un paese black list.

La seconda è forse legata alle aspettative di lavoro di una generazione di giovani. In entrambi i casi però la differenza e l'incremento di presenze si attesta intorno al 17%.

La Svizzera perde il suo appeal come attrattività di residenza fiscale. I principali paesi per presenza di italiani all'estero sono oltre quelli menzionati il Qatar, e gli Emirati arabi. Anche Panama non perde il suo smalto e attrae circa il 14,3% in più di connazionali.

Stati Uniti meglio di Canada e Australia come polo attrattivo, mentre nel Regno Unito a dispetto della Brexit la comunità italiana comunque cresce del 10%.

Ora bisognerà vedere se la rotta si invertirà con dei rientri di concittadini che negli anni passati hanno deciso di spostare all'estero la propria residenza fiscale.

La legge di Bilancio ha infatti previsto un regime di favore per i cosiddetti residenti non domiciliati, italiani e stranieri che residenti all'estero decidono di spostare il centro di affari e interessi in Italia. L'amministrazione finanziaria riconoscerà un'imposta fissa sui redditi di fonte estera di 100 mila euro. A marzo l'Agenzia delle entrate ha emanato il provvedimento e il modello per la richiesta del trasferimento, al momento però gli studi professionali che seguono i Paperoni che desiderano approdare in Italia sono in attesa della circolare dell'Agenzia che dovrebbe contenere chiarimenti di un certo rilievo.

«La circolare», spiega a ItaliaOggi Stefano Loconte, di Loconte & partners, «dovrà dare indicazioni sulle convenzioni doppie imposizioni e in particolare dovrà dire come l'amministrazione finanziaria approccerà la situazione patrimoniale complessiva». Su questo fronte dunque al momento non si può fare un calcolo sulle istanze già avviate chi lo ha fatto sono perlopiù italiani residenti nel Regno Unito che hanno dovuto accelerare la scelta in vista di Brexit e del cambio delle regole sulla permanenza sul suolo di Sua maestà.





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