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di Arturo Centofanti - ItaliaOggi

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Un super vino libero da malattie

20/12/2017 09:03

Cantina Rauscedo lancia Foglia d'Oro, blend di due vitigni rivoluzionari (Soreli e Fleurtai). È prodotto con cloni di vite resistenti, dal Dna modificato

Nasce il vino ottenuto da vitigni resistenti alle malattie.

La cantina Rauscedo ha vinificato e messo in bottiglia, Foglia d'Oro, il primo vino al mondo prodotto da una Cantina con cloni di vite i cui Dna sono modificati per essere resistenti alle principali malattie della vite.

«Si tratta di un blend di Soreli e Fleurtai due nuove varietà che saranno destinate a cambiare il panorama enologico globale. Il vino ha dato risultati interessanti in termini di caratteristiche organolettiche, è molto fruttato, ha una buona presenza aromatica e non ha paura dei competitor presenti sul mercato come Sauvignon o Pinot grigio», commenta Michele Leon, responsabile marketing della cantina friulana.

Il Foglia d'Oro sarà presentato ufficialmente in occasione del prossimo Vinitaly, data che segna anche la messa in commercio delle prime bottiglie.

«Crediamo molto in questa novità, abbiamo piantato 30 dei nostri 1.600 ettari a vigna con queste nuove varietà e abbiamo prodotto 5.000 bottiglie. La sostenibilità ambientale è una politica sulla quale puntiamo. Questi vitigni hanno richiesto l'80% in meno dei normali trattamenti con prodotti fitosanitari rispetto alla viticoltura tradizionale, non siamo intervenuti per peronospora e oidio ma soltanto contro gli insetti che avrebbero punto l'uva».

Soddisfazione per il risultato la esprime Fulvio Lovisa, presidente della Cantina Rauscedo. «Essere parte attiva nel miglioramento della qualità delle risorse naturali è un impegno che abbiamo preso molto seriamente. Non potevamo non essere i primi in quanto è da Rauscedo che sono stati avviati gli studi per ottenere le varietà resistenti e vogliamo cambiare il modo di fare agricoltura puntando su produzioni di qualità sostenibile».

Soreli e Fleurtai fanno parte del pacchetto di dieci vitigni iscritti dal Mipaaf nel registro nazionale delle varietà di vite sviluppati dall'Università di Udine e dall'Istituto di genomica applicata di Udine in collaborazione con i Vivai Cooperativi Rauscedo. Una novità importante, ma che ancora stenta a decollare per problemi burocratici. «Come sempre succede, in Italia abbiamo le idee ma poi non le applichiamo. In questo caso non possiamo mettere in etichetta il nome del vitigno perché l'approvazione delle nuova varietà non è stata recepita dalle regioni e dai consorzi di tutela. Occorre che sia completato l'iter. Vorremmo produrre più di un vino Foglia d'Oro e specificare il vitigno, ma non possiamo farlo», continua Leon.

Foglia d'Oro avrà una bottiglia trasparente, «per lasciare spazio al vino», tappo a vite per essere prodotto a basso impatto ambientale, e l'etichetta che richiama le Prealpi Giulie, territorio dove il vino nasce. «Se poi vengono messe insieme quattro bottiglie si crea l'effetto di trovarsi di fronte a tutto l'arco alpino».





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