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di Sam Morgan - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Una centrale solare nel deserto potrebbe alimentare oltre 5 mln di case Ue

04/08/2017 15:45

Un consorzio di sviluppatori di energia pulita ha chiesto l'autorizzazione per la costruzione di una gigantesca centrale ad energia solare nel deserto del Sahara. Il progetto vorrebbe collegare l'impianto all'Europa attraverso una serie di cavi sottomarini e permetterebbe di alimentare oltre 5 milioni di abitazioni

L'energia solare come fonte principale di milioni di abitazioni europee. E' questo l'obbiettivo della centrale TuNur, in Tunisia, progettata da un consorzio di sviluppatori per sfruttare l'enorme potenziale del deserto del Sahara.

L'autorizzazione alla costruzione dell'impianto è stata chiesta in questi giorni al Ministero dell'Energia tunisino, e prevede che la centrale, in grado di produrre 4,5GWh, venga innalzata nel sud-ovest del Paese.

L'amministratore delegato del consorzio, Kevin Sara, ha affermato che il centro potrebbe inizialmente generare 250MWh ed alimentare l'Europa attraverso un interconnettore via Malta entro il 2020. Se così fosse, questo vorrebbe dire mettere a disposizione dell'Ue 1.000 GWh di energia pulita ogni anno. 

Le reti energetiche di Italia e Malta sono già collegate tramite un cavo di 95 km che è stato reso operativo nel 2015.

La fase iniziale di sviluppo del progetto, che dovrebbe costare circa 1,6 miliardi di euro, permetterebbe di dar vita ad una delle strutture più grandi del mondo nel suo genere.

TuNur spera di evitare l'amaro destino cui è andata incontro DESERTEC, un'idea altrettanto ambiziosa. Basato su un investimento di 400 miliardi di euro, DESERTEC avrebbe dovuto coprire il 15% dell'energia europea entro il 2050; tuttavia il progetto si è interrotto definitivamente nel 2013 dopo che i sostenitori principali si sono chiamati fuori. 

Sara ha insistito sul fatto che TuNur è preparato per le sfide future, sottolineando che DESERTEC è "un grande consorzio di aziende che cercano opportunità commerciali, ma senza un piano".

TuNur è sviluppato per sfruttare il sole e la grande quantità di terreni tunisini inadatti all'agricoltura. La versione più ambiziosa della sua struttura copre una superficie di 25.000 ettari, quasi la stessa dimensione di Malta.

La seconda fase del progetto è quella di costruire delle torri 'Concentrate Solar Power' (CSP) con una capacità di 2,25GWh, che verrebbero collegate all'Italia (a sud di Roma) attraverso un altro cavo, per una fornitura di 9.000GWh all'anno.

In particolare, quest'ultimo cavo da 600 km è in fase di sviluppo da diversi anni, e è attualmente considerato dall'Unione europea come un 'progetto di interesse comune'. Nel complesso sono previsti poi anche un terzo cavo, che collegherà la Tunisia alla Francia, ed altre torri allo scopo di innalzare la capacità fino a 4,5GWh.

Secondo i calcoli di TuNur, inseriti anche nella richiesta inviata al Ministero dell'Energia, l'energià generata dalla centrale sarebbe sufficiente ad alimentare oltre 5 milioni di abitazioni, oppure più di 7 milioni di veicoli elettrici.

Ad oggi l'Europa può contare su circa 100GWh di capacità fotovoltaica solare. Si tratta della la sesta più grande fonte d'energia dell'Ue dopo gas naturale, vento, carbone, fonti idroelettriche e nucleari.

Se il progetto dovesse rispettare i dati dichiarati, gli obiettivi di Bruxelles per l'energia rinnovabile potrebbero essere più facili da raggiungere, soprattutto se la fase iniziale di 250MWh dovesse essere resa operativa entro il 2020 (anno di scadenza degli obbiettivi europei).

Oltre ai benefici ambientali di TuNur, uno studio ha previsto che dall'impianto verrebbero generati 2.000 posti di lavoro diretti, e circa 20.000 posti di lavoro indiretti.





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