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di Roberto Giardina (da Berlino) - ItaliaOggi

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Vaccini, Berlino guarda l'Italia

14/09/2017 09:45

Gli effetti della recente decisione di renderli obbligatori vengono seguiti dalla Germania. Anche se la politica scolastica è sbriciolata nei Lander

Lunedì a Berlino, e in molti altri Lander, si sono riaperte le scuole. I tedeschi amano le tradizioni. Per la strada, vedi genitori che accompagnano i figlioletti al debutto in prima elementare. I piccoli portano la Schultüte, una grande cornucopia di cartone ripiena di dolciumi, come in passato i loro genitori, e i nonni. Una tradizione che risale al 1810, in piena era napoleonica. Ma non hanno grembiuli bianchi o neri, come ai miei tempi. Ricordo sempre con fastidio il fiocco blu che stringeva la gola, e che aveva la tendenza a sciogliersi. Chissà a che serviva. 

Gli scolari tedeschi si vestono come gli pare. E non tutti sono vaccinati. In Germania la scuola dipende dalle regioni, e ognuna fa a modo suo, ma nessuna prevede l'obbligo di vaccinare i figli. Ai genitori si raccomanda di farlo. Tutto qui. Ad esempio, in Sassonia, poco più del 28 per cento dei bambini arriva in prima elementare già vaccinato contro il morbillo. Ora i tedeschi seguono quanto sta avvenendo in Italia, e si chiedono se non si debba imitare gli italiani. La seria Die Zeit, o la Welt, sarebbero favorevoli a introdurre i vaccini obbligatori. «Wer die Eltern entscheiden lässt, riskiert Menscheneleben», intitola il settimanale diretto dall'italotedesco Giovanni Di Lorenzo, chi lascia decidere i genitori rischia vite umane.

Gruppi di genitori protestano: l'allarme serve alle case farmaceutiche che guadagnerebbero miliardi. Ovviamente, come da noi, già oggi il vaccino viene pagato dalle mutue. Per inciso, sono gli adulti che in questi giorni affollano gli studi del loro medico per farsi vaccinare contro l'influenza. Vuole vaccinarsi? mi ha chiesto la mia Frau Doktor. Mai fatto. Non ha avuto problemi? E allora non lo faccia neanche quest'anno, ha concluso lei che è molto pragmatica, come Angela Merkel. È vitale fare vaccinare i figli contro la difterite, la poliomielite, o il morbillo, ammoniscono i pediatri, ma le vaccinazioni possibili sarebbero oltre una ventina. Un supervaccino contro una dozzina di malattie come in Italia è ragionevole o meno? Ne basterebbero alcuni, i tedeschi non vorrebbero esagerare. Inoltre, si osserva, un vaccino plurivalente obbligatorio metterebbe a rischio i bambini di genitori previdenti che già li hanno vaccinati contro alcune malattie.

Nel 2013, 180mila bambini non erano stati vaccinati entro i primi due anni. In quell'anno il 95,9 per cento dei piccoli era stato vaccinato contro il morbillo, ma per essere realmente al sicuro bisognerebbe vaccinarsi almeno due volte. Solo il 73,7, ha ricevuto la seconda dose. Il numero di caso di morbillo oscilla di anno in anno: sono stati seimila nel Duemila, quasi zero nel 2005, oltre duemila tre anni dopo, di nuovo quasi scomparsi nel 2013, e 2800 nel 2015. Di recente è morta la madre di tre bambini che non si era a sua volta fatta vaccinare contro il morbillo. I casi mortali sono uno su mille ammalati. E chi ammalato da piccolo rischia gravi complicazioni da adulto.

Il ministro della sanità ha presentato una proposta di legge che prevede sanzioni. I genitori che rifiuteranno il vaccino dovranno presentarsi al Gesundeheitsamt, l'Ufficio d'igiene, per spiegare le loro ragioni. I medici cercheranno di convincerli, ma se padre e padre continuano a dire «nein» rischiano una multa fino a 2500 euro. «La legge sui vaccini diventa più severa, ma non basta, anche se la maggior parte dei bambini viene vaccinata. La mancanza di un obbligo è un pericolo per tutti», ha commentato sulla Zeit Sven Stockrahm. In Germania i malati di epatite B sono circa 650mila.

Dal 1995 si raccomanda ai genitori di vaccinare i figli, ma la quota di vaccinati oscilla tra il 79 % del Baden-Würrtemberg e il 97 percento nel Mecklenburgo. Un dato contraddittorio, tra una delle regioni più ricche, e il Land nella ex Ddr. In Germania ci sono ancora molte zone dove non vengono praticati i vaccini vitali, anche contro il tetano o l'epatite B. E le quote dei non vaccinati sono in aumento, sia pure di poco.

I bambini che vedo andare a scuola in bicicletta, o sulla bici del padre o della madre, hanno tutti il casco, anche se non è obbligatorio. Forse non serve sempre una legge severa e esagerata, se i genitori sono responsabili.





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