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di Angelo Di Mambro (da Bruxelles) - ItaliaOggi

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Verso una Pac più facile

17/05/2017 09:27

Paolo De Castro illustra la proposta di riforma dell'Europarlamento. Aiuti diretti semplificati e più stabilità ai redditi

La semplificazione del greening degli aiuti diretti. L'agevolazione all'accesso alle misure di gestione del rischio. La traduzione in legislazione del rapporto dei 12 saggi Ue (guidati dall'ex ministro olandese Cees Veerman, con Giampiero Calzolari per l'Italia) per rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori nella filiera.

Il Parlamento europeo sta provando a fare del regolamento Omnibus (la proposta di revisione di metà percorso del bilancio pluriennale Ue) l'occasione per una mini-riforma della politica agricola comune. A dispetto di un Consiglio per cui anche la bozza della Commissione è troppo ambiziosa. Ne abbiamo parlato con Paolo De Castro, che insieme al popolare Albert Dess (Germania) ha firmato il rapporto, che ha visto anche un contributo determinante del francese Michel Dantin per la parte sulla filiera.

Domanda. Quali le novità che l'Europarlamento vorrebbe vedere introdotte nell'omnibus?

Risposta. Interessanti per l'agricoltura italiana mi sembrano quelle sulla possibilità di ricevere il pagamento greening quando si applicano le misure agro-ambientali dello sviluppo rurale, come accade oggi per il biologico. E anche la proposta di innalzamento del limite minimo per l'applicazione della diversificazione delle colture dagli attuali 10 a 15 ettari. Ma la parte più nuova è quella sul potere contrattuale degli agricoltori, con cui abbiamo provato a tradurre in legislazione le indicazioni del rapporto Veerman.

D. A tal proposito, in Italia si è parlato molto delle organizzazioni di contrattazione: cosa sono? Un doppione delle Op?

R. No, sono la traduzione di una delle raccomandazioni del rapporto Veerman, quando fa riferimento all'utilità di associazioni di contrattazione tra produttori e della possibilità che queste possano negoziare in deroga alle normali regole sulla concorrenza. Non sono sovrapponibili alle Op e soprattutto non accedono ai fondi dell'Ocm. Si tratta di organizzazioni in grado di aggregare agricoltori con il solo scopo di contrattare con le altre parti della filiera.

D. E poi c'è la gestione del rischio. La Commissione ha proposto di abbassare la soglia di perdita di reddito per l'accesso allo strumento di stabilizzazione del reddito (Income Stabilization Tool, Ist) dal 30 al 20%... Voi?

R. Abbiamo esteso questa possibilità a tutti gli strumenti Ue: dalle polizze assicurative agevolate, ai fondi mutualistici contro i danni naturali e all'Ist generale, visto che la commissione propone una Ist settoriale.

D. L'idea di estendere la programmazione per lo sviluppo rurale fino alla entrata in vigore di nuovi regolamenti vuol dire che non credete alla possibilità di riformare la Pac prima del 2020?

R. Vedremo, oggettivamente è difficile. Non ci sono i tempi. Ecco perché abbiamo voluto cogliere l'occasione dell'Omnibus.

D. Il Consiglio non solo non ha seguito le indicazioni del Parlamento, ma ha addirittura fatto marcia indietro su alcune proposte della Commissione: come farete a far passare i vostri emendamenti a fronte di Stati membri renitenti a una riforma incisiva?

R. Con Albert Dess vogliamo sensibilizzare i ministri dei diversi paesi. I triloghi non cominceranno prima di giugno, abbiamo tempo e ci stiamo lavorando. Prossima settimana sarò in Spagna.





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