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di Francesco Ninfole - Milano Finanza

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Visco attacca la Ue sulle banche

01/06/2017 09:45

Per il governatore la Vigilanza ha fatto il massimo, mentre l'Unione europea è stata più forte nel proibire che nel fare. Basterebbero 10 miliardi per risolvere le situazioni difficili, ma oggi nelle crisi sono coinvolte troppe autorità che rallentano l’azione. Anche Governo e istituti possono fare di più sugli npl

La vigilanza sugli istituti in crisi, il livello dei crediti deteriorati e la lentezza dei meccanismi Ue nella gestione delle crisi sono stati i temi sul settore bancario al centro delle Considerazioni finali del governatore Ignazio Visco.

Ieri il numero uno di Palazzo Koch, in scadenza di mandato (a fine ottobre) e in presenza di Mario Draghi, ha fatto un bilancio degli anni della crisi, evidenziando le cause, la situazione attuale, gli ostacoli e le possibili soluzioni al problema dei non-performing loans. Tra i numeri indicati da Visco ce n’è uno di particolare importanza: 10 miliardi, ovvero le rettifiche aggiuntive che le banche in difficoltà (come Mps, le venete e Carige) dovrebbero affrontare per vendere le sofferenze nette (oggi in bilancio per 20 miliardi) a prezzi di mercato.

Si tratta di un valore molto inferiore ai 350 miliardi di crediti deteriorati lordi, spesso citati per descrivere lo scenario italiano: quest’ultimo dato però include gli incagli (che possono tornare in bonis) e non considera gli accantonamenti e le garanzie. I 10 miliardi sono inoltre la metà delle risorse messe in campo dal governo.

In teoria quindi sarebbero già pronte le risorse per risolvere le situazioni difficili. Ma il denaro pubblico, come mostra la vicenda di Mps e delle banche venete, può essere utilizzato solo a determinate condizioni e senza la rapidità che servirebbe nelle emergenze. «L’efficace gestione di una crisi richiede tempi assai rapidi e certi, una stretta cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti, una chiara definizione delle responsabilità e delle priorità», ha detto Visco. Invece «oggi nel nuovo assetto europeo gli interventi in caso di crisi sono affidati a una molteplicità di autorità e istituzioni, nazionali e sovranazionali, tra loro indipendenti, con processi decisionali poco compatibili con la rapidità degli interventi». La governance europea, ha aggunto, si è basata finora «quasi solo su regole che, nella ricerca esasperata di garanzie reciproche, vincolano le scelte di ciascun Paese. Ne è risultata un’Unione più forte nel proibire che nel fare».

La problematicità delle regole Ue non è una novità legata alle ricapitalizzazioni precauzionali di Mps e delle venete. Visco ha ricordato alcuni casi precedenti, come il divieto all’utilizzo nelle crisi del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (considerato aiuto di Stato) e lo stop Ue alla bad bank, suggerita da Via Nazionale dal 2014. Un’asset management company, di cui si è tornati a parlare recentemente in ambito europeo, sarebbe ancora «potenzialmente utile» secondo Visco, ma ad alcune condizioni: «che il prezzo di trasferimento degli attivi non sia distante dal loro reale valore economico, che l’adesione allo schema da parte degli intermediari avvenga su base volontaria e che le caratteristiche dei piani di ristrutturazione delle banche partecipanti siano ben definite ex ante». Come sottolineato nei giorni scorsi in un’audizione parlamentare dal vice dg di Bankitalia Fabio Panetta, occorre che l’Ue dia rapide risposte su queste condizioni. Se invece si temporeggia, «l’incertezza rallenta la definizione delle transazioni in corso e scoraggia quelle che potrebbero realizzarsi nei prossimi mesi», ha sottolineato ieri Visco.

Secondo il numero uno di Via Nazionale sarebbe comunque riduttivo addossare tutte le colpe all’Europa. Il governatore ha indicato alcune misure che il governo dovrebbe varare per ridurre lo stock di crediti deteriorati delle banche italiane, che resta superiore alla media di altri Paesi, sebbene altrove la recessione sia stata meno severa e gli aiuti di Stato più ingenti. Per Visco occorre intervenire innanzitutto sui tempi di recupero: «Gli interventi legislativi degli anni scorsi muovono nella giusta direzione ma devono essere rafforzati». Inoltre il governatore ha raccomandato una maggiore specializzazione dei tribunali in materia concorsuale. Alcuni richiami sono stati rivolti anche alle banche, che devono far maggior uso di strumenti come il patto marciano e migliorare la qualità dei dati sul credito.

Visco ha però evidenziato che rimarcare le differenze tra Paesi, come quelle sui tempi di recupero, «serve a poco». Bisogna invece «prenderne atto e liberarsi rapidamente dei crediti che vanno a deteriorarsi». Perciò il governatore ha invitato le banche ad «accelerare il calo» degli npl: «Si può discutere sulle modalità, per evitare perdite eccessive, ma è una via obbligata per riguadagnare la fiducia dei mercati, per recuperare redditività», ha osservato. Peraltro le banche non devono guardare soltanto agli npl, ma anche alla riduzione dei costi, alla governance e all’evoluzione tecnologica: questioni che riguardano «anche le banche sane, se vogliono restare tali», ha detto Visco.

Le parole più sentite sono state quelle sull’attività di vigilanza di Banca d’Italia, criticata per non aver capito in tempo la situazione del settore. «Non sta a me giudicare», ha detto Visco a braccio, fuori dal testo ufficiale. Il governatore ha ribadito la disponibilità a ulteriori chiarimenti (per esempio alla commissione d’inchiesta, non citata direttamente) e ha assicurato che l’impegno di Via Nazionale è stato sempre «massimo». Visco ieri ha ricordato gli accantonamenti chiesti alle banche sin dal 2012, la vigilanza sui piccoli istituti, le sanzioni e le ispezioni degli ultimi anni. Nei casi di mala gestio, ha precisato, «le ipotesi di reato sono state segnalate all’autorità giudiziaria con tempestività»: in queste parole c’è stato probabilmente un rilievo sulla velocità della magistratura nelle questioni bancarie. Altro tema chiave è quello della rimozione dei manager, un potere che la Vigilanza ha «da meno di due anni», ha sottolineato Visco.





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