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di MF Dow Jones News

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Xi ora preferisce qualitá a quantitá

26/10/2017 18:53

Il presidente cinese Xin Jinping preferisce che Pechino cresca in maniera piú equilibrata e sana, anche a costo di un rallentamento dell'espansione economica del Paese.

La nuova leadership del presidente cinese Xin Jinping  intende porre meno enfasi sui target di crescita, focalizzandosi nuovamente sulla stabilitá di medio termine dell'economia.

Il Governo "non avrá piú l'obiettivo di raddoppiare il Pil" entro il 2020, ha puntualizzato Yang Weimin, uno dei principali consiglieri del presidente Xi Jinping, spiegando che "l'economia cinese è passata da una fase di crescita ad alta velocitá ad una di sviluppo di alta qualitá". Questo, ha precisato però Yang, non significa che la Cina abbandonerá del tutto gli obiettivi di espansione del prodotto interno lordo. "Non è che non vogliamo velocitá nella crescita, ma dobbiamo generarla con qualitá, efficenza e dinamismo", ha spiegato l'esperto.

Le parole del consigliere e il fatto che nel discorso di Xi al Congresso del Partito Comunista non siano stati menzionati target specifici di crescita ha spinto gli economisti a ritenere che Pechino potrebbe tollerare un'espansione del Pil piú lenta nei prossimi anni pur di procedere sulla strada delle riforme e soprattutto pur di ridurre l'alto livello di indebitamento pubblico e privato del Paese.

Comunque il presidente ha tutto il tempo per raggiungere i nuovi obiettivi qualitativi che si è prefissato. Il Congresso infatti non ha portato alla designazione di un successore dell'attuale leader, come invece accade solitamente al termine del primo mandato. Ciò significa che Xi potrebbe restare anche dopo il 2022.

Il Congresso si è inoltre concluso con il rafforzamento della posizione del presidente, che potrá pertanto sfruttare la stabilitá politica interna per proseguire sulla strada delle riforme economiche con rinnovata convinzione, afferma Michael Lai, responsabile delle strategie azionarie Cina e Asia Pacifico di Gam, secondo il quale Pechino "continuerá a concentrarsi su riforme, societá principali, ambiente e mercato degli investimenti". Pertanto "le prospettive di crescita economica per il Paese rimangono buone, nonostante il rischio collegato al debito".

Nel corso del primo mandato di Xi, sottolinea l'esperto, "una delle principali aree di intervento è stata quella delle aziende pubbliche (State-owned enterprises), date le intenzioni del presidente cinese di sviluppare una proprietá mista per le Soe". Tuttavia, prosegue lo strategist, "le riforme del Governo vanno ben oltre" tale obiettivo, includendo "varie iniziative sul fronte dell'offerta per ridistribuire le risorse verso aree piú produttive, misure per risanare e stabilizzare il settore finanziario, iniziative anti-inquinamento per un ambiente piú pulito".

Sul versante dello sviluppo economico, "la crescita del 6,9% registrata nella prima metá dell'anno ha superato le aspettative", ma "nonostante questa spinta sia probabilmente destinata a rallentare nei prossimi mesi" è improbabile che ci sia "il rischio di un brusco atterraggio". Il Governo cinese ha infatti "a disposizione diversi strumenti per gestire e incentivare" l'economia del Paese, tra i quali "il mantenimento di un alto livello di investimenti nei settori dell'edilizia abitativa e delle infrastrutture". Questo appare però non sostenibile dal punto di vista del debito pubblico e pertanto, evidenzia Lai, uno dei punti chiave dell'agenda dell'esecutivo di Pechino sará "individuare il nuovo motore per la crescita".

Nonostante i rischi legati al debito siano tornati sotto la lente d'ingrandimento, l'esperto di Gam ritiene "che questo non debba essere fonte di grandi timori", dato che "le riforme fiscali sono in corso e gli sforzi del governo iniziano giá a dare i primi risultati". Le principali criticitá per la Cina "potrebbero emergere a livello interno sotto forma di crisi della leadership o di interventi politici negativi", mentre "all'esterno per cause geopolitiche, in particolare dovuti alle crescenti tensioni in Corea".

In conclusione l'esperto indica come ulteriore segnale incoraggiante il "miglioramento dell'outlook del Fmi per l'economia globale per il 2017 e il 2018".





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